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Feha Gìbuss e il Libro della Profezia, il Libro Fantasy di Culto sugli Angeli e gli Arcangeli
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Feha Gìbuss e il Libro della Profezia
di Ewn Garaban'
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« E’ una antica consuetudine di Orumvèis; fino al giorno della Grande Cerimonia i Novelli non devono sapere nulla di quello che accadrà! ».

Regola di Orumvèis
Girasole di Nostradamus,
Cap.11, pagina 115

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Angelo Feha Gibuss - Angeli Custodi e Arcangeli: Rassegna Stampa

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 Rassegna Stampa: Articolo su ''FGLP'' sul giornale online Concorezzo.org

Rassegna Stampa

ESCLUSIVA CONCOREZZO.ORG
NUOVA SAGA FANTASY IN TUTTE LIBRERIE ITALIANE:
DIETRO EWN GARABAN' SI NASCONDE UN CONCOREZZESE

Non lo abbiamo scoperto nella biblioteca di Concorezzo. Anzi, gironzolando per il Vimercatese, abbiamo dovuto spingerci fino a Grezzago, dove tra l’altro è catalogato con lo pseudonimo dell’autore (senza contrazione).

Peregrinazioni a parte, la notizia che per primi, come spesso accade, noi di concorezzo.org riusciamo a darvi è senz’altro di livello.
La nota casa editrice Mursia ha dato alle stampe il primo volume della saga delle cronache di Ewn, intitolato “Feha Gibuss e il Libro della Profezia”. Una saga fantasy, unica nel suo genere, dove si spazia tra angeli custodi e vie di Milano. Sulle orme di giovane protagonista, Feha Gibuss.

L’autore, che si nasconde dietro il malacronimo di Ewn Garaban’ (o Garabandal come riporta il catalogo on-line del Sistema bibliotecario del Vimercatese www.sbv.mi.it), è infatti un giovane che possiamo ritenere a tutti gli effetti concorezzese. Il giovane scrittore, 30 anni, vive infatti in zona Malcantone, tra Concorezzo e Monza.

Così recita infatti la sintetica biografia.
A Ewn Garaban' – malakronimo di FG – fu concesso di vedere la luce il 29 maggio dell’Anno Domini 1978, in terra di Munscia. Crebbe e visse in un luogo denominato Malcantùn (che significa «luogo nefasto») perché in esso, a causa d’oscurità e nebbia, fu sempre propizio tendere agguati. Studiò la geometria e l’arte del bello finché una notte, nell’odore di legno e metallo della Terra di Mezzo, divenne cantore di un mondo al crepuscolo. Questo è il primo libro delle Cronache di Ewn e fu terminato la mattina della Vigilia di Natale.

L’opera, prima di nove volumi, ha già venduto migliaia di copie e si trova in tutte le librerie italiane, anche on-line (www.fehagibuss.com).
Feha Gìbuss e il Libro della Profezia, il Libro Fantasy di Culto sugli Angeli e gli Arcangeli

Feha Gibuss a 11 anni scopre in sé antichi poteri da tempo assopiti: sa leggere i caratteri di una lingua proibita, sa parlare con gli animali. Il suo bassotto Sagace gli rivela un destino straordinario legato a quello degli angeli e minacciato dalle forze del Male.... Potrà l'intervento dello Scacciombre, l'infallibile nemico dei Demoni, e del terribile Deoradhan, il cacciatore di spettri, proteggere Feha dalle ire del malvagio Nostradamus?. Le forze del Male sono sempre più potenti, assediano ormai il Labirinto e i Magisteri, e allungano la loro ombra sul destino degli Uomini... Il destino degli Uomini è nelle mani di un ragazzo di 11 anni, l'ago della bilancia fra il bene e il male.

Inutile raccontarvi il nostro interesse per l’opera. Siamo incredibilmente riusciti ad entrare in contatto anche con l’autore, che ha voluto però rimanere anonimo. Ci ha raccontato della sua fatica letteraria, della prossima uscita del secondo volume prevista per il 2009, della volontà di non apparire (ma noi speriamo che almeno una copia del volume venga acquistata dalla biblioteca di Concorezzo).

Quasi tutti i giorni l’autore scrive dalle pagine del suo blog. E fa sapere a giornalisti e curiosi che volessero entrare in contatto con lui che l’unico canale è via mail: joog@tiscali.it
Le poche parole scambiate con concorezzo.org dal vivo sono un’eccezione. E noi le abbiamo regalate in anteprima ai nostri lettori.

fonte: Concorezzo.org
Il primo giornale on-line di Concorezzo - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza N.1831

Postato da Scacciombre il Venerdì, 27 giugno @ 01:06:42 CEST (2105 letture)
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 Speciali: Milano, 2008: La Casa ''fuori città'' di Via Gluck oggi

Rassegna StampaVisita a quella «casa fuori città» al numero 14, oggi fatiscente.


Per consultare la voce "Via Gluck" nella Enciclopedia del Magistero Angelico di Orumvèis clicca qui!
L'ex ragazzo di via Gluck: «Adriano, torna!»
Pierluigi Chiaregato, detto Gigetto: «Con Celentano eravamo amici. Siamo stati noi a dargli l'idea per quella canzone»

Una sola musica, quella del traffico. Oltre l’angolo, nel grigio di viale Lunigiana, sobbalzano monotone centinaia di automobili. Qualcuna riposa in doppia fila, altre si agitano, e vanno su e giù, secondo il ritmo dei semafori. La via è una semplice traversa laterale: primo incrocio a destra, dopo il tunnel della stazione. Qui, un tempo, c’era il «Polverone», la vecchia balera dei ferrovieri. E poi, il bar Trabacchi, con i suoi tavolini verdi, e le stecche da biliardo: dove chiunque, per poche lire, poteva improvvisarsi campione. Un po’ più in su, l’antico Dazio, ed è lì che iniziavano i prati.

Il barbiere conserva le foto del giovane Celentano Milano, via Cristoforo Gluck. La strada, un tempo, assomigliava ad un piccolo paese: col suo vinaio, il suo panettiere, e il suo lattaio. La vetraia era una signora grande, grossa, e dai modi spicci, una vera «milanesona». Al suo posto, oggi, c’è un Internet point, gestito da egiziani. E’ qui, seduto sul bordo dei marciapiedi, che Adriano Celentano strimpellò le sue prime canzoni. «Da allora, purtroppo, sono cambiate moltissime cose», sorride Franco Catalano, il barbiere. «Quasi tutti se ne sono andati. Al loro posto, hanno fatto comparsa gli extracomunitari: cinesi, arabi, sudamericani. E anche loro restano per poco, poi traslocano di nuovo. Ormai, è così: non ci si conosce più».
Eppure capita, a volte, che gli ultimi superstiti decidano di darsi appuntamento. Lo fanno nella sua bottega, oppure alla gelateria, che esisteva già ai tempi, ma poi ha cambiato gestione. Hanno 70 anni, i vecchi gluckiani, ed è così che si sono ribattezzati: capelli bianchi, schiena curva, passo lento. Sono quelli che hanno deciso di rimanere «a piedi nudi, a giocare nei prati», godendosi gli ultimi anni spensierati, prima dell’avanzata fatale della metropoli. Solitaria, appesa sul muro, sopravvive qualche sbiadita fotografia in bianco e nero: gruppi di amici in canottiera, sorrisi ingenui. E, in mezzo, sempre lui, il più assente tra gli assenti: un Celentano ventenne, che da questa via spiccò il volo, giovanissimo, verso i più alti lidi dello star system canoro. «E’ tanto, che non torna – sospira Franco, mentre, ramazza in pungo, sgombera le piastrelle dalle chiome levantine dell’ultimo cliente -. Da quando è morta la sorella, credo, molti anni fa: Rosa, si chiamava. Era la sua seconda mamma».


Pierluigi Chiaregato, detto Gigetto


Pierluigi Chiaregato, detto Gigetto, l'amico d'infanzia Ma c’è chi ancora non si è dato per vinto. Come Pierluigi Chiaregato, «Gigetto», classe 1938, che ogni tanto, testardamente, riprova a contattare il suo vecchio amico. «Per adesso, non ci sono riuscito», racconta. «E’ un peccato, però, perché mi farebbe piacere incontrarlo». Era lui, ai tempi delle scuole, il vero capobanda: «Praticamente, siamo cresciuti assieme, e assieme facevamo un sacco di stupidate. Io gridavo: "Voglio un gruppo di fegatosi, bisogna provocare il nemico". Il nemico erano i ragazzi di via Ponteseveso: Adriano si offriva volontario, e poi si partiva. Ci picchiavamo tutti i giorni, come ossessi». Tempi lontani: quando l’asfalto appariva un miraggio, e la città qualcosa di lontano e indefinito, quasi un altro mondo. «Mio padre, per passatempo, faceva il musicista. Aveva un sacco di dischi, e noialtri trascorrevamo le ore attaccati al suo grammofono. C’erano i Platters, le prime cose di Elvis, e poi, il nostro preferito, Louis Amstrong. Lo chiamavamo "il Luigino": ne andavamo pazzi».
Adriano Celentano nacque al piano terra del civico 14, in una fatiscente casa di ringhiera: l’unica, fino ad ora, a non aver conosciuto ristrutturazioni. Ci visse fino ai 13 anni. Poi, nel 1951, si trasferì altrove, a «respirare il cemento». Il padre si chiamava Leontino, e di lavoro faceva il sarto. Del suo laboratorio, oggi, non resta che una saracinesca grigia, colma di ruggine, e apparentemente sigillata. «Abitavano qui», sorride Gigetto. «E io, nel palazzo di fronte. Tra me e Adriano, c’erano solo quattro mesi di differenza. Io sono nato a maggio, lui il 6 gennaio. Dicevano: "Sembra un regalo della Befana". E forse avevano ragione. Ma il vero dono, alla fine, ce lo ha fatto lui. Erano gli anni Sessanta, già cantava, e già riscuoteva i primi successi. Un giorno passò a trovarci, e gli dicemmo: "Fai tante canzoni, ma già ti sei dimenticato della tua strada?" Così nacque "Il ragazzo della via Gluck". Trascorse qualche mese, poi Adriano tornò, e ce la suonò in anteprima. Lui, con la chitarra in braccio, ritto sul tavolaccio dell’osteria, e noi amici, tutti attorno, come tanti bimbi estasiati».


Pierluigi Chiaregato, detto Gigetto


I panni stesi nella casa di via Gluck 14: Celentano nacque al piano terra il 6 gennaio 1938 Sono passati più di quattro decenni. Il portone, al 14 di via Gluck, è sempre di legno, come si usava una volta. Pochi metri di androne, e poi il cortile, coi panni sventolanti, e le antenne paraboliche, in bilico, all’ombra delle tegole. I nomi, sulla cassetta della posta, sono quasi tutti stranieri: arabi, perlopiù, e indiani. A terra, qualche vetro rotto, ruote di biciclette, e vecchi calcinacci. Avverte un cartello: «E’ vietato posteggiare le moto». In pochi, però, sembrano farci caso. In fondo, sulla sinistra, c’è persino il vecchio gabinetto: quello «giù nel cortile». Un lavabo, e i resti di una turca: il tutto, seppellito sotto una colorata montagna di rifiuti.
«Celentano? Certo che so chi è», gesticola Anwar, 25 anni, egiziano, uno dei tanti nuovi inquilini del celebre palazzo. «In tanti vengono a chiedere di lui. E’ bello, mi piace vivere qui. Un giorno, gli amici mi hanno detto: "Lo sai, Anwar? Nella via Gluck c’è una casa libera". E io subito ho pensato: "Caspita, proprio nella strada di Adriano"». Meno entusiasti, sono i superstiti di nazionalità italiana. Rari, rarissimi: una signora, al secondo piano, la vecchia portinaia, e qualche giovane coppia coi figli. Molti, addirittura, preferiscono non parlare.
«Colpa» del Molleggiato, della sua fama, e di ciò che con gli anni ha trascinato con sé: interminabili orde di fotografi, cameraman, e cronisti d’assalto. Tutti ugualmente affamati di curiosità, e senza alcuno scrupolo verso la privacy altrui. Un vero e proprio caso di sovraesposizione mediatica, che ben pochi altri luoghi, in Italia, sono riusciti ad eguagliare. «La cosa più triste – spiega Marco, ex studente e gluckiano d’importazione dal 2002 - è che l’edificio, nonostante tutto, continua ad andare a rotoli. La fama resiste, ma non porta nulla: né soldi, né vantaggi, né migliorie. Per questo, vorrei rivolgermi direttamente a Celentano: Adriano, so che non lo fai da tempo, ma credo sia giunta l’ora di tornare nel luogo dove sei nato. Troppe cose non vanno bene. Ti chiediamo solo d’aiutarci: con una Fondazione, una Onlus, come vuoi tu. Perché questa casa, in fondo si merita di meglio: forse, qualcosa in più che una semplice canzone».

Autore: Maria Elena Scandaliato e Andrea Sceresini
Fonte: Corriere della Sera del 12 giugno 2008.

Postato da Scacciombre il Giovedì, 12 giugno @ 15:01:46 CEST (743 letture)
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 Rassegna Stampa: Il Fenomeno Fantasy sul Corriere della Sera: I nipotini (italiani) di Tolkien

Rassegna StampaLe Maestranze di Fehagibuss.com pubblicano, tratto dal Corriere della Sera del 6 giugno 2008, un interessante articolo riguardo il fenomeno della letteratura fantasy in Italia.

Scrittori sempre più giovani: così il fantasy conquista padri e figli

Fantasy di casa nostra. Sono arrivati i nipotini di Tolkien, ragazzi giovanissimi (sorpresa: anche italiani), dalle solide basi culturali, capaci di parlare ai loro coetanei al punto da far uscire dalle ombre della non-lettura gli adolescenti, quel pubblico di quindicenni, sedicenni, diciassettenni che di solito sono la croce degli editori. Libri cross over, scritti per i ragazzi ma letti anche dagli adulti che hanno invaso le librerie e ora scalano le classifiche dei più venduti. Se Christopher Paolini con la saga di Eragon (edita in Italia da Fabbri), iniziata quando aveva soltanto 15 anni, è ormai storia, se anche l'astrofisica Licia Troisi con i suoi 27 anni e un pacchetto di quasi 900 mila copie vendute con le due trilogie del Mondo emerso, cominciate quando aveva 23 anni, è una veterana (l'ultimo, La ragazza drago, prima di cinque puntate, uscito da poco più di un mese, è già ai primi posti della top ten con 62 mila copie vendute), nuovi casi editoriali premono, anche se a volte è legittimo il sospetto che siano creati nei laboratori degli editori.

Certo, la precocità aiuta a creare il personaggio, fa vendere, ma questa volta sembra esserci qualcosa di più: intere classi si muovono, scelgono il loro autore di culto, ne discutono nei forum online, si segnalano news e curiosità, creando una comunità (non solo virtuale) di appassionati lettori. Gli autori italiani sembrano preferire il fantasy puro, non temono le strutture complesse, si destreggiano benissimo nei meandri di trame fiume e tutti amano le saghe, forse non solo perché così detta il maestro Tolkien ma anche perché una volta fatta la fatica di inventare un mondo, creare avventure diverse è tutto sommato la cosa più semplice.
Gli ultimi arrivati sono due diciassettenni, Chiara Strazzulla e Federico Ghirardi. Chiara, siciliana di Augusta, residente a Ciampino con babbo agronomo e mamma biologa, vincitrice con un racconto del Fantasio Festival di Perugia 2007, è riuscita addirittura a trascinare nel fantasy l'Einaudi che da Stile Libero ha pubblicato le 770 pagine di Gli eroi del crepuscolo, epos fantastico dove gli Eterni convivono (e amano) i mezzimortali e insieme fronteggiano la più classica delle incarnazioni del male, il Signore delle tenebre. Chiara, tra una presentazione e l'altra, sta preparando la maturità classica, non conosce tronisti e grandi fratelli, non ama playstation e videogiochi (a differenza di Licia Troisi i cui libri sono molto «visivi», nutriti più dai cartoon e dai manga che dalla letteratura fantastica) ma le fiabe del Nord, i poeti celti, il latino e il greco, e, nelle pagine finali, ringrazia la professoressa che «ci ha creduto fin dall'inzio».
Anche Federico Ghirardi ha 17 anni e a 14 ha iniziato a scrivere il suo primo romanzo, Bryan di Boscoquieto — Nella Terra dei Mezzidemoni, edito da meno di due mesi dalla Newton Compton, con una rispettabilissima prima tiratura di 10.000 copie. Nel libro racconta le vicende del giovane Bryan, quattordicenne con poteri soprannaturali che dovrà scoprire la vera personalità di un malvagio alchimista, Elias, vissuto seicento anni prima, affrontandolo in una battaglia epica, in compagnia dell'amico Morpheus, figlio di un demonio e di un'umana. Federico legge soprattutto fantasy, gialli, horror e libri d'avventura e ha iniziato Bryan di Boscoquieto in Val Susa, dove era andato a trovare i nonni. Due anni dopo era alla Fiera di Torino con il suo manoscritto sotto il braccio da proporre agli editori. Naturalmente, anche lui adesso sta scrivendo il seguito. Anche i gemelli Jyoti e Suresh Guptara, vent'anni a novembre, nati in Gran Bretagna da padre indiano e madre inglese, residenti in Svizzera, sono ormai scrittori di lungo corso, dal momento che a 11 anni avevano già completato la stesura del primo dei sei volumi de I regni di Calaspia. La puntata d'inizio, intitolata La cospirazione, è appena uscita da Mondadori con una tiratura di 10 mila copie e la casa editrice spera che i gemelli (uno dei quali, Jyoti, ha lasciato la scuola a 15 anni per studiare da privatista e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura) replichino il successo avuto in India, Svizzera e Germania.
Fra questi si situa Ewn Garaban', pseudonimo di un autore della Saga sugli Angeli Custodi dal titolo Feha Gìbuss e il Libro della Profezia; curioso e originale esempio di fantasy a metà tra il fantastico e lo storico, scritto all'età di 26 anni (ndr)
Ciò che accomuna tutti questi giovani autori è la capacità di parlare di sé, di ciò che conoscono, dei loro sentimenti, dei loro desideri e del loro vissuto, pur restando dentro i confini fissati dal genere che prevedono mondi paralleli, scenari apocalittici, uomini, demoni e l'eterna lotta tra il Bene e il Male. I protagonisti hanno spesso le caratteristiche degli autori, mentre personaggi di contorno e situazioni riproducono ciò che si muove nel loro mondo. Ed è questa, probabilmente, la chiave del loro successo, ciò che favorisce l'identificazione dei cosiddetti young adults. Se poi il fantasy prende i colori del rosa, il pubblico è in prevalenza femminile e i libri diventano fenomeni di culto, spesso grazie anche a mirate operazioni di marketing. Un caso eclatante è quello di Stephenie Meyer, la trentacinquenne autrice della serie di Edward e Belle (lui è un vampiro gentile che vorrebbe morderla sul collo ma per amore si trattiene, lei un'adolescente di provincia un po' disadattata). I primi tre romanzi (Twilight, New Moon ed Eclipse), editi in Italia da Fazi, hanno venduto oltre 350 mila copie e hanno generato migliaia di pagine online, forum, anche un concorso internazionale (organizzato da Fazi) dedicato agli artisti che, in rete, hanno prodotto opere ispirate alla saga della Meyer. L'attesa delle «Twilighters» è per l'autunno quando, sempre da Fazi, uscirà la quarta puntata della saga, Breaking Down e poi per Natale quando nelle sale americane (e forse contemporaneamente anche in quelle italiane) uscirà il film tratto dal primo episodio. Ora la Rizzoli manda in libreria un nuovo romanzo, L'ospite, ambientato in un futuro in cui la specie umana sta scomparendo e un'altra razza, aliena e intelligentissima, ha preso il sopravvento. Sulla scia della Meyer Fazi ci sta provando anche con Melissa Marr e con il suo Wicked Lovely, storia di una ragazza che ha il potere di vedere le fate malvage e lascive che infestano la città e del suo amore per un diciottenne con il piercing che vive in un vecchio vagone abbandonato. Il libro è uscito da tre giorni, il fenomeno è appena cominciato.

Autrice: Cristina Taglietti

Postato da Scacciombre il Sabato, 07 giugno @ 14:22:16 CEST (584 letture)
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 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su Qlibri

Rassegna Stampa

Feha Gìbuss e il Libro della Profezia
Ewn Garaban, Mursia, 2007
La presentazione e le recensioni di Feha Gibuss e il libro della profezia, libro per ragazzi di Ewn Garaban.

Milano, 1998. E’ un monotono pomeriggio d’inverno; Feha Gìbuss, triste, osserva fuori dalla finestra il cielo grigio e il traffico convulso della metropoli. Solo Sagace, il suo bassotto, gli fa compagnia nella piccola cameretta di Via Gluck. Feha non ha nessuna voglia di studiare, e pensa al viso incantevole di Maria, il suo amore segreto. Non sa che al di sotto della laboriosa metropoli, negli anfratti più recondidi e in ancestrali cunicoli sottorrenei, si muovono forze misteriose e stupefacenti…

A breve accadimenti meravigliosi sconvolgeranno la sua vita e lo catapulteranno ai confini dell’Aldilà, sulle tracce di un libro forgiato con una lingua angelica, sconosciuta, braccato dai mastini dell’ombra più oscura; visiterà Orumvèis e Ozihb, le roccaforti delle schiere Celesti; apprenderà arti portentose e, accompagnato dall’inserparabile Sagace, affronterà un viaggio incredibile attraverso il mondo degli uomini, fra corsieri che cavalcano l’onde e il lusso dell’Orient Express, fino a giungere nelle terre lontane d’Africa, sulla scia delle truppe naziste della seconda guerra mondiale e le leggendarie profezie di Nostradamus… Feha Gìbuss e il Libro della Profezia è un fantasy appassionante e malinconico, che ha come protagonisti indiscussi gli Angeli Custodi. Pieno di suspence, dopo un inizio in sospeso che riflette la vita assolutamente “normale” del giovane protagonista, il racconto si sviluppa in un ritmo incalzante, narrando un’avventura piena d’incanto.

La fredda Milano, con i suoi luoghi dedicati al lavoro, si trasforma in un palcoscenico dove s’incrociano le storie degli Angeli Custodi e dei Demoni, che proteggono e insidiano le vite dei suoi abitanti. E dietro la semplice realtà anche la Stazione Centrale, la Galleria, piazza Sant’Eustorgio e i luoghi di tutti i giorni raccontano del mondo invisibile li che permea, al di là della scorza algida degli occhi. Le forze del male sono potenti, assediano il Labirinto e i Magisteri, e allungano la loro ombra sul destino degli Uomini… L’avventura di Feha Gìbuss è solo all’inizio.

Fonte: Qlibri


Postato da Scacciombre il Lunedì, 26 maggio @ 00:26:31 CEST (541 letture)
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 Rassegna Stampa: Recensione Feha Gìbuss in Leggìo (rubrica del TG4) su Rete 4

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"Il Leggìo"
Rubrica del TG4, 6 aprile 2008. Mediaset


Estratto dall'edizione delle 13:30; Da Roma ci siamo spostati a Milano, fra il Castello Sforzesco ed il Duomo, da qui parliamo di un Libro di fantasy, lo pubblica Mursia, ha già avuto un certo successo in ambito internazionale, l’autore, è uno pseudonimo, Ewn Garaban’, che presenta Feha Gìbuss ed il Libro della Profezia.

Guarda: Screenshots

Fonte e ©:
TG4, 6 aprile 2008, edizione 13:30

Autore: Gianluca Mazzini
Riprese: Attilio Zola
Montaggio: Laura Petricelli

Postato da Scacciombre il Martedì, 08 aprile @ 14:13:48 CEST (592 letture)
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 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su TellusFolio.it

Rassegna Stampa

Feha Gìbuss e il Libro della Profezia
Ewn Garaban, Mursia, 2007
Feha Gìbuss è un ragazzo di 13 anni che vive in una casa di ringhiera alla periferia di Milano. Ha una vita quasi del tutto normale, con i tipici problemi della sua età: la noia per la scuola, la difficoltà di crescere, la compagnia di classe bellissima che non corrisponde il suo amore… Se non fosse per quegl'incubi così spaventosi da sembrare veri! Fino a quando, da semplice incubo, uno di essi diviene realtà…
Ma è Sagace, il suo bassotto, a salvargli involontariamente la vita. Il mattino seguente Feha rimane a casa da scuola, e può andare finalmente a curiosare in soffitta, insieme all’inseparabile Sagace. Lì, sotto alle assi spostate del pavimento, rinviene un libro misterioso. Sopra la copertina sono impressi i simboli d’una lingua incomprensibile, ed è serrato con un sigillo a quanto pare inscalfibile.
Ma nel corso di un nuovo concitato sogno Feha scoprirà la soluzione per aprire il sigillo e… decifrare un’antica lingua degli Angeli.
Da questo momento Feha scopre il mondo dell’Aldilà… Attraverso il “Labirinto”, un misterioso e antichissimo reticolo di tunnel sotterranei scavato dagli Angeli raggiunge, a bordo del mirabolante “Pippo”, i Varchi che conducono al terribile e meraviglioso Magistero Malako di Orumvèis, roccaforte delle Armate Celesti.
Da qui, in compagnia del bassotto alato Sagace, ora capace di poteri incredibili, inizia un’avventura pericolosa fino ai confini del Mondo, ed oltre: quando il pericolo sarà grande, e le armate delle Forze del Male davvero potenti, Feha troverà l’aiuto e il supporto dei mirabili Arcangeli Gabriele e Raffaele, del misterioso cavaliere Deoradhan e dei consigli del paffuto Malaqoco.


Feha Gìbuss e il Libro della Profezia è un fantasy appassionante e malinconico che ha come protagonisti indiscussi gli Angeli Custodi. Scritto per giovani e appassionati, il racconto tuttavia si presta a numerose chiavi di lettura. Pieno di ritmo e di suspense racconta della tranquilla vita di Feha, che si trasforma in un attimo da normale ad incredibile, piena d’incanto.

Ewn Garaban crea continui colpi di scena, sottolineati da atmosfere cariche di magia, e sullo sfondo l’immagine delle Creature Celesti, protettrici e Custodi degli Uomini. La narrazione scorre veloce, briosa e piacevole, pagina dopo pagina. Dal viaggio sull'Orient Express, alle lande vergini e selvagge dell’Etiopia, fino all’Aldilà; dalla scoperta delle tracce degli ultimi superstiti del nazismo, allo scontro con le Forze Oscure... e poi il tempo incerto dei Filocroni, le mappe dell’Aldilà, Leoni Alati, Tribunali Angelici, creature d’ombra mutanti, eserciti Oscuri, segreti, poteri indescrivibili, città in rovina sono solo alcuni degli ingredienti dell’appassionante storia.

Dalla quarta di copertina: «Se credete agli Angeli Custodi / allora crederete a tutto quello / che accadde in questo libro, alla storia di Feha Gìbuss e del suo cane Sagace / che affrontarono la battaglia / contro le forze delle Tenebre. / Così è scritto nell'antico Libro della Profezia: / uno solo è il prescelto, / uno solo potrà salvare gli Uomini dall'Oscurità».



Fonte: Tellus folio
Autore: Mirella Colombo

Postato da Scacciombre il Domenica, 11 novembre @ 23:10:43 CET (665 letture)
(commenti? | Rassegna Stampa | Voto: 5)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su Liberilibri.it

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Feha Gìbuss e il Libro della Profezia
Ewn Garaban, Mursia, 2007
Feha Gìbuss è ragazzino di 11 anni, in età scolare, con una vita dopotutto normale. Ma un giorno ha un serio incidente, a scuola durante l’intervallo, e il giorno seguente la mamma Morena decide di tenerlo a casa.
Andando a giocare in soffitta con il suo inseparabile amico, il bassotto Sagace, rinviene un libro misterioso, chiuso con un sigillo indistruttibile.Sulla copertina i simboli di una lingua incomprensibile.
Qualche notte più avanti, piena di incubi, fa un sogno stranissimo; sarà la chiave per decifrare un’antica lingua proibita degli Angeli.
Da allora, insieme al suo amico inseparabile, il bassotto alato Sagace, che scopre capace di poteri incredibili, affronterà tetre avventure nella lotta contro i demoni.
Attraverso il “Labirinto”, un misterioso e antichissimo reticolo di tunnel sotteranei, costruito forse dagli Angeli, raggiunge i Varchi che conducono all’Aldilà, dove lo aspetta il terribile e meraviglioso Magistero di Orumvèis.

Un fantasy dolce e malinconico, ma anche pieno di ritmo e di una “suspence” che cattura. Dopo una partenza un po’ in sordina, la narrazione diventa esplosiva, con continui colpi di scena.
L’autore conduce il lettore verso situazioni che non immagina di trovare, eterogenee e originali: dalla periferia di una grande metropoli, al viaggio attraverso l’Europa e l’Africa, e poi ancora nell’Aldilà; l’incontro con gli Angeli, descritti in maniera ironica e iconograficamente curata, e lo scontro con i demoni neri; l’apparire di indizi che fanno pensare alle terribili SS di Himler, e del nazismo magico; il tempo che smette di essere una linea progressiva e viene trasformato in qualcosa di umanamente inspiegabile, attraverso i Filocroni. Mappe magiche, Unicorni incontrollabili, scontri epocali, tribunali angelici… Un racconto davvero avvincente per chi adora il mondo del fantasy!


Fonte: Liberilibri
Autore: Michela Mariani

Postato da Scacciombre il Giovedì, 25 ottobre @ 16:45:18 CEST (675 letture)
(commenti? | Rassegna Stampa | Voto: 4)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su

Rassegna Stampa

[...]Meno impegnativo è Feha Gìbuss e il Libro della Profezia di Ewn Garaban (Mursia, 414 p, 15 euro). Ha una trama complessa, ricca di personaggi e avventure.Protagonista è Feha Gìbuss, che ritrova un misterioso libro e si ritrova coinvolto nella battaglia contro le Forze delle Tenebre. Nella prima parte forse un pò accentuati i parallelismi con Potter, ma il libro è comunque piacevole e ha il pregio di nascondere sotto uno pesudonimo un autore italiano.

Fonte: "L'Eco di Bergamo", 13 agosto 2007, pag.26

Postato da Scacciombre il Giovedì, 13 settembre @ 10:45:04 CEST (635 letture)
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 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su Forkids.it

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Feha Gìbuss e il Libro della Profezia - di Ewn Garaban'

Feha Gìbuss e il Libro della Profezia" è il primo di una serie di nove romanzi scritti e ideati dallo scrittore Ewn Garabandal, che vede come protagonista il giovane Feha Gìbuss.

Feha Gìbuss, abita in una piccola casa di periferia. E’ un ragazzo allegro e simpatico, con i suoi piccoli problemi: deve sopportare e riuscire ad evitare le angherie dei bulli del quartiere, poi c’è la matematica da studiare, la cotta che si è preso per l’inarrivabile e bellissima Maria…
Un giorno Feha rischia la vita in un incredibile incidente; ne esce incolume ma al pronto soccorso, dopo le lastre, scopre qualcosa di eccezionale: conficcato in un vertebra alla base del collo vi è un inspiegabile chiodino! Il giorno dopo decide di andare a rovistare nella polverosa soffitta, in compagnia del suo bassotto Sagace. Giocando fra gli armadi e i cassettoni pieni di cianfrusaglie Feha rinviene, sotto l'asse spostata del vecchio pavimento in legno, un misterioso libro, chiuso con un sigillo e sulla copertina c’è una lingua sconosciuta.
Comincia così per Feha un' avventura fantastica dove apprenderà segreti grandi e pericolosi, che lo vedranno protagonista di una spericolata e rischiosissima "missione" per salvare gli Uomini dagli Eserciti delle Tenebre.

Feha Gìbuss è un fantasy, scritto con ritmo serrato e densissimo di personaggi, che proietta i lettori in un mondo di Angeli Custodi, protettori e guardie dei mondi dell'Aldilà, incaricati della difesa dei Varchi dalle insidie degli spietati Demoni.

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Postato da Scacciombre il Venerdì, 20 luglio @ 01:39:56 CEST (26381 letture)
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 Rassegna Stampa: Recensione di Feha Gìbuss su ''PausaLibro.it''

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Feha Gìbuss e il Libro della Profezia - di Ewn Garaban'

Feha Gìbuss è un allegro e simpatico ragazzino, magro come un chiodo, che abita in una modesta casa di ringhiera nella periferia di una metropoli. La vita per Feha scorre in modo abbastanza normale; fra i piccoli problemi della sua età, i bulli della scuola e la bellissima Maria, l'amore non corrisposto.

Un giorno Feha rischia la vita in un incidente; fortunatamente ne esce quasi incolume e la mamma, il giorno seguente, lo lascia a casa da scuola. Quella mattina Feha decide di andare a rovistare nella polverosa soffitta, in compagnia del suo bassotto Sagace. Era da tempo che desiderava farlo, ma fino ad allora la mamma glielo aveva impedito. Giocando fra gli armadi e i cassettoni pieni di cianfrusaglie Feha rinviene, sotto l'asse spostata del vecchio pavimento in legno, un misterioso libro. Esso è chiuso con un sigillo indistruttibile, e sulla copertina appare una lingua sconosciuta, che nessuno conosce.

Qualche giorno dopo Feha ha un tremendo incubo, ma nel segno egli riesce a scovare una "chiave" che lo renderà capace di decifrare la lingua sconosciuta, che scoprirà essere un'ancestrale lingua Angelica. Da questo momento comincia per Feha un' avventura fantastica ai confini dell'Aldilà, dove giungerà, in compagnia del suo bassotto (ora alato) Sagace, in un misterioso e terribile Magistero, Orumvèis. Qui apprenderà segreti grandi e pericolosi, che lo vedranno protagonista di una spericolata e rischiosissima "missione" per salvare gli Uomini dagli Eserciti delle Tenebre.

Feha Gìbuss è un bellissimo fantasy, scritto con ritmo serrato e una particolare atmosfera "magica", che proietta i lettori nel mondo degli Angeli Custodi, protettori e guardie dei mondi dell'Aldilà, incaricati della difesa dei Varchi dalle insidie degli spietati Demoni. Ma non sarà semplice; le forze del Male sono sempre più potenti, assediano ormai il Labirinto e i Magisteri, e allungano la loro ombra sul destino degli Uomini... Semplicemente; mi sono innamorata di questo libro. :)

Screenshot: - 1 - (200Kb) Visita il sito: Pausalibro.it

Postato da Scacciombre il Lunedì, 02 luglio @ 16:01:06 CEST (73995 letture)
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Recensione di Feha Gìbuss, il fantasy sugli Angeli Custodi, su Tg4, il Leggio, Mediaset

Booktrailer di Angelo Custode Feha Gìbuss

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