§ Menù
Feha Gìbuss e il Libro della Profezia, il Libro Fantasy di Culto sugli Angeli e gli Arcangeli
Vai a HOMEPAGE
Feha Gìbuss e il Libro della Profezia
di Ewn Garaban'
Mursia Editore
IL LIBRO
La Scheda
Enciclopedia & Biblio
I personaggi
Incipit dei libri
Riconoscimenti & Premi
Rassegna Stampa
Copertine del Libro
Illustrazioni del Libro
Dediche del Libro
I Segreti del Libro
FEHA FANFICTION
Il Magistero Malako
Ingresso [Home]
Volafesti [le News]
Stalle Celesti [Links]
Parlatorio [il Forum]
Stanza 727 [Blog]
Torre di Vedetta
Biblioteca Angelica
Glossario del Libro
Luoghi del Libro
Angeli,Arcangeli e Demoni
Preghiere agli Angeli
GLI ANGELI
Angeli e Arcangeli: immagini, letteratura, verità di fede.
Il Portale sugli Angeli
ANGELI NELLA TRADIZIONE SACRA:
Immagini di Angeli nell'Arte Cristiana e Occidentale
Angeli nell'iconografia
Gli Arcangeli
2 ottobre, Festa degli Angeli Custodi
ANGELI NELLA FICTION:
Angeli Fantasy
Immagini di Angeli Fantasy
Racconti Fantastici sugli Angeli
Poesie sugli Angeli
Aforismi sugli Angeli
Fehagibuss.com
Chi Siamo
Contatti/Feed-back
Contatti Stampa
 Imposta come Home
Copyright
Spaccio
Compra-Online
Affiliazioni e Banner
Adesivi
continua...

     § Citazioni
« Me considero a raxon,sensa paura de sentirme dire el contrario, el pÌ gran esperto de mari de tuto l'AldilÀ. E donca ve sarÒ de gran ajuto. »

Leone Marco
Girasole di Nostradamus,
Cap.26, pagina 287

     § Rss Feeds





Angelo Feha Gibuss - Angeli Custodi e Arcangeli: Angeli nella Fede

Search on This Topic:   
[ Go to Home | Select a New Topic ]

 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 20 agosto 1986,2/2

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 20 agosto 1986 (parte 2/2)



4. La lotta, man mano che se ne avvicina il termine, diventa in certo senso sempre più violenta, come mette in rilievo specialmente l’Apocalisse, l’ultimo libro del Nuovo Testamento (cf. Ap 12, 7-9). Ma proprio questo libro accentua la certezza che ci è data da tutta la rivelazione divina: che cioè la lotta si concluderà con la definitiva vittoria del bene. In quella vittoria, precontenuta nel mistero pasquale di Cristo, si adempirà definitivamente il primo annuncio del Libro della Genesi, che con termine significativo è detto protoevangelo, quando Dio ammonisce il serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la donna” (Gen 3, 15). In quella fase definitiva Dio, completando il mistero della sua paterna Provvidenza, “libererà dal potere delle tenebre” coloro che ha eternamente “predestinati in Cristo” e li “trasferirà nel regno del suo Figlio diletto” (cf. Col 1, 13-14). Allora il Figlio sottometterà al Padre anche l’intero universo, affinché “Dio sia tutto in tutti” (1 Cor 15, 28).

5. Qui si concludono le catechesi su Dio Creatore delle “cose visibili e invisibili”, unite nella nostra impostazione con la verità sulla divina Provvidenza. Appare evidente agli occhi del credente che il mistero dell’inizio del mondo e della storia si ricollega indissolubilmente col mistero del termine, nel quale la finalità di tutto il creato raggiunge il suo compimento. Il Credo, che unisce così organicamente tante verità, è veramente la cattedrale armoniosa della fede.

In maniera progressiva e organica abbiamo potuto ammirare stupefatti il grande mistero dell’intelligenza e dell’amore di Dio, nella sua azione creatrice, verso il cosmo, verso l’uomo, verso il mondo degli spiriti puri. Di tale azione abbiamo considerato la matrice trinitaria, la sapiente finalizzazione alla vita dell’uomo, vera “immagine di Dio”, a sua volta chiamato a ritrovare pienamente la sua dignità nella contemplazione della gloria di Dio. Abbiamo ricevuto luce su uno dei massimi problemi che inquietano l’uomo e pervadono la sua ricerca di verità: il problema della sofferenza e del male. Alla radice non sta una decisione errata o cattiva di Dio, ma la sua scelta, e in certo modo il suo rischio, di crearci liberi per averci amici. Dalla libertà è nato anche il male. Ma Dio non si arrende, e con la sua saggezza trascendente, predestinandoci ad essere suoi figli in Cristo, tutto dirige con fortezza e soavità, perché il bene non sia vinto dal male.

Dobbiamo ora lasciarci guidare dalla divina rivelazione nella esplorazione di altri misteri della nostra salvezza. Intanto abbiamo accolto una verità che deve stare a cuore di ogni cristiano: come esistano degli spiriti puri, creature di Dio, inizialmente tutte buone, e poi per una scelta di peccato, separatesi irriducibilmente in angeli di luce e in angeli di tenebre. E mentre l’esistenza degli angeli cattivi chiede a noi il senso della vigilanza per non cedere alle loro lusinghe, siamo certi che la vittoriosa potenza del Cristo Redentore circonda la nostra vita perché ne siamo noi stessi vincitori. In ciò siamo validamente aiutati dagli angeli buoni, messaggeri dell’amore di Dio, ai quali, ammaestrati dalla tradizione della Chiesa, rivolgiamo la nostra preghiera: “Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen”.

.: Prima parte dell'udienza sugli Angeli del 20 agosto 1986

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 16:20:16 CEST (381 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 20 agosto 1986,1/2

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 20 agosto 1986 (parte 1/2)



1. Le nostre catechesi su Dio, Creatore delle cose “invisibili”, ci hanno portato a illuminare e ritemprare la nostra fede per quanto riguarda la verità sul maligno o satana, non certamente voluto da Dio, sommo amore e santità, la cui Provvidenza sapiente e forte sa condurre la nostra esistenza alla vittoria sul principe delle tenebre. La fede della Chiesa infatti ci insegna che la potenza di satana non è infinita. Egli è solo una creatura, potente in quanto spirito puro, ma pur sempre una creatura, con i limiti della creatura, subordinata al volere e al dominio di Dio. Se satana opera nel mondo per il suo odio contro Dio e il suo regno, ciò è permesso dalla divina Provvidenza che con potenza e bontà (“fortiter et suaviter”) dirige la storia dell’uomo e del mondo. Se l’azione di satana certamente causa molti danni - di natura spirituale e indirettamente di natura anche fisica - ai singoli e alla società, egli non è tuttavia in grado di annullare la definitiva finalità cui tendono l’uomo e tutta la creazione, il Bene. Egli non può ostacolare l’edificazione del regno di Dio, nel quale si avrà, alla fine, la piena attuazione della giustizia e dell’amore del Padre verso le creature eternamente “predestinate” nel Figlio-Verbo, Gesù Cristo. Possiamo anzi dire con san Paolo che l’opera del maligno concorre al bene (cf. Rm 8, 28) e che serve a edificare la gloria degli “eletti” - (cf. 2 Tm 2, 10).

2. Così tutta la storia dell’umanità si può considerare in funzione della salvezza totale, nella quale è iscritta la vittoria di Cristo sul “principe di questo mondo” (Gv 12, 31; 14, 30; 16, 11). “Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai” (Lc 4, 8), dice perentoriamente Cristo a satana. In un momento drammatico del suo ministero, a chi lo accusava in modo sfacciato di scacciare i demoni perché alleato di Beelzebul, capo dei demoni, Gesù risponde con quelle parole severe e confortanti insieme: “Ogni regno discorde cade in rovina, e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso. Come potrà dunque reggersi il suo regno? . . . E se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio” (Mt 12, 25-26. 28). “Quando un uomo forte, bene armato fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa l’armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino” (Lc 11, 21-22). Le parole pronunciate da Cristo a proposito del tentatore trovano il loro compimento storico nella croce e nella risurrezione del Redentore. Come leggiamo nella Lettera agli Ebrei, Cristo si è fatto partecipe dell’umanità fino alla croce “per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo . . . e liberare così quelli che . . . erano tenuti in schiavitù” (Eb 2, 14-15). Questa è la grande certezza della fede cristiana: “il principe di questo mondo è stato giudicato” (Gv 16,11); “il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3, 8), come ci attesta san Giovanni. Dunque il Cristo crocifisso e risorto si è rivelato come quel “più forte” che ha vinto “l’uomo forte”, il diavolo, e lo ha spodestato.

Alla vittoria di Cristo sul diavolo partecipa la Chiesa: Cristo, infatti, ha dato ai suoi discepoli il potere di cacciare i demoni (cf. Mt 10, 1 e par. Mc 16, 17). La Chiesa esercita tale potere vittorioso mediante la fede in Cristo e la preghiera (cf. Mc 9, 29; Mt 17, 19-20), che in casi specifici può assumere la forma dell’esorcismo.

3. In questa fase storica della vittoria di Cristo si inscrive l’annuncio e l’inizio della vittoria finale, la parusia, la seconda e definitiva venuta di Cristo alla conclusione della storia, verso la quale è proiettata la vita del cristiano. Anche se è vero che la storia terrena continua a svolgersi sotto l’influsso di “quello spirito che - come dice san Paolo - ora opera negli uomini ribelli” (Ef 2, 2), i credenti sanno di essere chiamati a lottare per il definitivo trionfo del Bene: “la nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 12).

.: Seconda parte dell'udienza sugli Angeli del 20 agosto 1986

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 16:17:54 CEST (264 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 6 agosto 1986,2/2)

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 6 agosto 1986 (parte 2/2)



5. Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno. Essi sono uniti a Dio mediante l’amore consumato che scaturisce dalla beatificante visione, faccia a faccia, della santissima Trinità. Lo dice Gesù stesso: “Gli angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18, 10). Quel “vedere sempre la faccia del Padre” è la manifestazione più alta dell’adorazione di Dio. Si può dire che essa costituisce quella “liturgia celeste”, compiuta a nome di tutto l’universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa, specialmente nei suoi momenti culminanti. Basti qui ricordare l’atto col quale la Chiesa, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla preghiera eucaristica nel cuore della santa Messa, si richiama “agli angeli e agli arcangeli” per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio, nel culto e nell’amorosa conoscenza dell’ineffabile mistero della sua santità.

6. Sempre secondo la rivelazione, gli angeli, che partecipano alla vita della Trinità nella luce della gloria, sono anche chiamati ad avere la loro parte nella storia nella salvezza degli uomini, nei momenti stabiliti dal disegno della divina Provvidenza. “Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?”, domanda l’autore della Lettera agli Ebrei (Eb 1, 14). E questo crede e insegna la Chiesa, in base alla Sacra Scrittura dalla quale apprendiamo che compito degli angeli buoni è la protezione degli uomini e la sollecitudine per la loro salvezza. Troviamo queste espressioni in diversi passi della Sacra Scrittura, come ad esempio nel Salmo 90 già più volte citato: “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede” (Sal 90, 11-12). Gesù stesso, parlando dei bambini e ammonendo di non dar loro scandalo, si richiama ai “loro angeli” (Mt 18, 10); attribuisce inoltre agli angeli la funzione di testimoni nel supremo giudizio divino sulla sorte di chi ha riconosciuto o ha rinnegato il Cristo: “Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio” (Lc 12, 8-9). Queste parole sono significative perché se gli angeli prendono parte al giudizio di Dio, sono interessati alla vita dell’uomo. Interesse e partecipazione che sembrano ricevere una accentuazione nel discorso escatologico, nel quale Gesù fa intervenire gli angeli nella parusia, ossia nella definitiva venuta di Cristo alla fine della storia (cf. Mt 24, 31; 25, 31. 41).

7. Tra i libri del Nuovo Testamento, sono specialmente gli Atti degli apostoli che ci fanno conoscere alcuni fatti che attestano la sollecitudine degli angeli per l’uomo e per la sua salvezza. Così, quando l’angelo di Dio libera gli apostoli dalla prigione (cf. At 5, 18-20)e prima di tutto Pietro, che era minacciato di morte dalla mano di Erode. (cf. At 12, 5-10) O quando guida l’attività di Pietro nei riguardi del centurione Cornelio, il primo pagano convertito (cf. At 10, 3-8; 11, 12-16), e analogamente l’attività del diacono Filippo lungo la via da Gerusalemme a Gaza. (cf. At 8, 26-29)

Da questi pochi fatti citati a titolo esemplificativo, si comprende come nella coscienza della Chiesa abbia potuto formarsi la persuasione sul ministero affidato agli Angeli in favore degli uomini. Perciò la Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita, e raccomandando il ricorso alla loro protezione con una preghiera frequente, come nell’invocazione dell’“Angelo di Dio”. Questa preghiera sembra fare tesoro delle belle parole di san Basilio: “Ogni fedele ha accanto a sé un angelo come tutore e pastore, per portarlo alla vita” (Adversus Eunomium, III,1; si veda anche san Tommaso, Summa Theologiae, I, q. 11, a. 3).

8. È infine opportuno notare che la Chiesa onora con culto liturgico tre figure di angeli, che nella Sacra Scrittura sono chiamati per nome. Il primo è Michele arcangelo (cf. Dn 10, 13. 20; Ap 12, 7; Gd 9). Il suo nome esprime sinteticamente l’atteggiamento essenziale degli spiriti buoni. “Mica-El” significa infatti: “Chi come Dio?”. In questo nome si trova dunque espressa la scelta salvifica grazie alla quale gli angeli “vedono la faccia del Padre” che è nei cieli. Il secondo è Gabriele: figura legata soprattutto al mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio. (cf. Lc 1, 19-26) Il suo nome significa: “la mia potenza è Dio” oppure “potenza di Dio”, quasi a dire che, al culmine della creazione, l’incarnazione è il segno supremo del Padre onnipotente. Infine il terzo arcangelo si chiama Raffaele. “Rafa-El” significa: “Dio guarisce”. Egli ci è fatto conoscere dalla storia di Tobia nell’Antico Testamento (cf. Tb 12, 15 ss), così significativa circa l’affidamento agli angeli dei piccoli figli di Dio, sempre bisognosi di custodia, di cura e di protezione.

A ben riflettere si vede che ciascuna di queste tre figure - Mica-El, Gabri-El, Rafa-El - riflette in modo particolare la verità contenuta nella domanda sollevata dall’autore della Lettera agli Ebrei: “Non sono forse essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?” (Eb 1, 14).

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 16:13:41 CEST (218 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 6 agosto 1986,1/2)

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 6 agosto 1986 (parte 1/2)



1. Nelle recenti catechesi abbiamo visto come la Chiesa, illuminata dalla luce proveniente dalla Sacra Scrittura, ha professato lungo i secoli la verità sull’esistenza degli angeli come esseri puramente spirituali, creati da Dio. Lo ha fatto fin dall’inizio con il simbolo niceno-costantinopolitano e lo ha confermato nel Concilio Lateranense IV (1215), la cui formulazione è ripresa dal Concilio Vaticano I nel contesto della dottrina sulla creazione: Dio “creò insieme dal nulla fin dall’inizio del tempo l’una e l’altra creatura, quella spirituale e quella corporea, cioè l’angelica e la terrena, e quindi creò la natura umana come ad entrambi comune, essendo costituita di spirito e di corpo” (DS 3002). Ossia: Dio creò fin dal principio entrambe le realtà: quella spirituale e quella corporale, il mondo terreno e quello angelico. Tutto ciò egli creò insieme (“simul”) in ordine alla creazione dell’uomo, costituito di spirito e di materia e posto secondo la narrazione biblica nel quadro di un mondo già stabilito secondo le sue leggi e già misurato dal tempo (“deinde”).

2. Assieme all’esistenza, la fede della Chiesa riconosce certi tratti distintivi della natura degli angeli. Il loro essere puramente spirituale implica prima di tutto la loro non materialità e la loro immortalità. Gli angeli non hanno “corpo” (anche se in determinate circostanze si manifestano sotto forme visibili in ragione della loro missione a favore degli uomini) e quindi non sono soggetti alla legge della corruttibilità che accomuna tutto il mondo materiale. Gesù stesso, riferendosi alla condizione angelica, dirà che nella vita futura i risorti “non possono più morire, perché sono uguali agli angeli” (Lc 20, 36).

3. In quanto creature di natura spirituale, gli angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l’uomo, ma in grado a lui superiore, anche se sempre finito, per il limite che è inerente a tutte le creature. Gli angeli sono quindi esseri personali e, in quanto tali, sono anch’essi a “immagine e somiglianza” di Dio. La Sacra Scrittura si riferisce agli angeli adoperando anche appellativi non solo personali (come i nomi propri di Raffaele, Gabriele, Michele), ma anche collettivi” (come le qualifiche di Serafini, Cherubini Troni, Potestà, Dominazioni, Principati), così come opera una distinzione tra angeli e arcangeli. Pur tenendo conto del linguaggio analogico e rappresentativo del testo sacro, possiamo dedurre che questi esseri-persone, quasi raggruppati in società, si suddividono in ordini e gradi, rispondenti alla misura della loro perfezione e ai compiti loro affidati. Gli autori antichi e la stessa liturgia parlano anche dei cori angelici (nove, secondo Dionigi l’Areopagita). La teologia, specialmente quella patristica e medievale, non ha rifiutato queste rappresentazioni cercando invece di darne una spiegazione dottrinale e mistica, ma senza attribuirvi un valore assoluto. San Tommaso ha preferito approfondire le ricerche sulla condizione ontologica, sull’attività conoscitiva e volitiva e sulla elevazione spirituale di queste creature puramente spirituali, sia per la loro dignità nella scala degli esseri, sia perché in loro poteva meglio approfondire le capacità e le attività proprie dello spirito allo stato puro, traendone non poca luce per illuminare i problemi di fondo che da sempre agitano e stimolano il pensiero umano: la conoscenza, l’amore, la libertà, la docilità a Dio, il raggiungimento del suo regno.

4. Il tema cui abbiamo accennato potrà sembrare “lontano” oppure “meno vitale alla mentalità dell’uomo moderno. Eppure la Chiesa, proponendo con franchezza la totalità della verità su Dio Creatore anche degli angeli, crede di recare un grande servizio all’uomo. L’uomo nutre la convinzione che in Cristo, Uomo Dio, è lui (e non gli angeli) a trovarsi al centro della divina rivelazione. Ebbene, l’incontro religioso con il mondo degli esseri puramente spirituali diventa preziosa rivelazione del suo essere non solo corpo ma anche spirito, e della sua appartenenza a un progetto di salvezza veramente grande ed efficace, entro una comunità di esseri personali che per l’uomo e con l’uomo servono il disegno provvidenziale di Dio.

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 16:11:11 CEST (310 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 30 luglio 1986)

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 30 luglio 1986



1. Nella precedente catechesi ci siamo soffermati sull’articolo del Credo col quale proclamiamo e confessiamo Dio creatore non solo di tutto il mondo creato, ma anche delle “cose invisibili”, e ci siamo intrattenuti sull’argomento dell’esistenza degli angeli chiamati a dichiararsi per Dio o contro Dio con un atto radicale e irreversibile di adesione o di rifiuto della sua volontà di salvezza. Stando sempre alla Sacra Scrittura, gli angeli, in quanto creature puramente spirituali, si presentano alla riflessione della nostra mente come una speciale realizzazione dell’“immagine di Dio”, Spirito perfettissimo, come Gesù stesso ricorda alla donna samaritana con le parole: “Dio è spirito” (Gv 4, 24). Gli angeli sono, da questo punto di vista, le creature più vicine all’esemplare divino. Il nome che la Sacra Scrittura loro attribuisce indica che ciò che più conta nella rivelazione è la verità sui compiti degli angeli nei riguardi degli uomini: angelo (angelus) vuole infatti dire “messaggero”. L’ebraico “malak”, usato nell’Antico Testamento, significa più propriamente “delegato” o “ambasciatore”. Gli angeli, creature spirituali, hanno funzione di mediazione e di ministero nei rapporti che intercorrono tra Dio e gli uomini. Sotto questo aspetto la Lettera agli Ebrei dirà che al Cristo è stato affidato un “nome”, e quindi un ministero di mediazione, ben superiore a quello degli angeli (cf. Eb 1, 4).

2. L’Antico Testamento sottolinea soprattutto la speciale partecipazione degli angeli alla celebrazione della gloria che il Creatore riceve come tributo di lode da parte del mondo creato. Sono in modo speciale i salmi che si fanno interpreti di tale voce, quando, ad esempio, proclamano: “Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti, suoi angeli . . .” (Sal 148, 1-2). Similmente il Salmo 102: “Benedite il Signore, voi tutti, suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola”. Quest’ultimo versetto del Salmo 102 indica che gli angeli prendono parte, in modo a loro proprio, al governo di Dio sulla creazione, come “potenti esecutori dei suoi comandi” secondo il piano stabilito dalla divina Provvidenza. In particolare agli angeli è affidata una speciale cura e sollecitudine per gli uomini, per i quali presentano a Dio le loro domande e preghiere, come ci ricorda, ad esempio, il Libro di Tobia (cf. specialmente Tb 3, 17 e 12, 12) mentre il Salmo 90 proclama: “Egli ha dato ordine ai suoi angeli . . . di portarti sulle loro mani perché non inciampi nella pietra il tuo piede”. Seguendo il Libro di Daniele si può affermare che i compiti degli angeli come ambasciatori del Dio vivo si estendono non solo ai singoli uomini e a coloro che hanno speciali compiti, ma anche a intere nazioni (cf. Dn 10, 13-21).

3. Il Nuovo Testamento mette in rilievo i compiti degli angeli in rapporto alla missione di Cristo come Messia, e prima di tutto al mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, come constatiamo nel racconto dell’annunciazione della nascita di Giovanni Battista, di Cristo stesso, nelle spiegazioni e disposizioni date a Maria e Giuseppe, nelle indicazioni date ai pastori nella notte della nascita del Signore, nella protezione del neonato davanti al pericolo della persecuzione di Erode (cf. Lc 1, 11. 26. 30 ss; 2, 9 ss; Mt 1, 20-21; 2, 13).

Più avanti i Vangeli parlano della presenza degli angeli durante il digiuno di 40 giorni di Gesù nel deserto (cf. Mt 4, 11) e durante la preghiera nel Getsemani (Lc 22, 43). Dopo la risurrezione di Cristo sarà ancora un angelo, apparso sotto forma di un giovane, che dirà alle donne accorse al sepolcro e sorprese dal fatto di trovarlo vuoto: “Non abbiate paura. Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui . . . Andate, dite ai suoi discepoli . . .” (Mc 16, 5-7), Due angeli sono visti anche da Maria Maddalena, che è privilegiata d’una apparizione personale di Gesù (Gv 20, 12-17). Gli angeli “si presentano” agli apostoli dopo la scomparsa di Cristo, per dire loro: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto in cielo tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo” (At 1, 10-11).

Sono gli angeli della vita, della passione e della gloria di Cristo. Gli angeli di colui che, come scrive san Pietro, “è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e avere ottenuto la sovranità sugli angeli, i principati e le potenze” (1 Pt 3, 22),

4. Se passiamo alla nuova venuta di Cristo, cioè alla “parusia”, troviamo che tutti i sinottici annotano che “il Figlio dell’uomo . . . verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. Si può dunque dire che gli angeli, come puri spiriti, non solo partecipano nel modo che è loro proprio alla santità di Dio stesso, ma nei momenti-chiave circondano il Cristo e lo accompagnano nell’adempimento della sua missione salvifica nei riguardi degli uomini. Allo stesso modo anche tutta la Tradizione e il magistero ordinario della Chiesa ha attribuito nei secoli agli angeli questo particolare carattere e questa funzione di ministero messianico.

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 16:06:04 CEST (344 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 23 luglio 1986)

Angeli nella FedeGIOVANNI PAOLO II: UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 23 luglio 1986

1. Proseguiamo oggi la nostra catechesi sugli angeli la cui esistenza, voluta da un atto dell’amore eterno di Dio, professiamo con le parole del simbolo niceno-costantinopolitano: “Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”.

Nella perfezione della loro natura spirituale gli angeli sono chiamati fin dall’inizio, in virtù della loro intelligenza, a conoscere la verità e ad amare il bene che conoscono nella verità in modo molto più pieno e perfetto di quanto non sia possibile all’uomo. Questo amore è l’atto di una volontà libera, per cui anche per gli angeli la libertà significa possibilità di operare una scelta a favore o contro il Bene che essi conoscono, cioè Dio stesso. Bisogna qui ripetere ciò che già abbiamo ricordato a suo tempo a proposito dell’uomo: creando gli esseri liberi, Dio volle che nel mondo si realizzasse quell’amore vero che è possibile solamente sulla base della libertà. Egli volle dunque che la creatura, costituita a immagine e somiglianza del suo Creatore, potesse nel modo più pieno possibile rendersi simile a lui, Dio, che “è amore” (1 Gv 4, 16). Creando gli spiriti puri come esseri liberi, Dio nella sua Provvidenza non poteva non prevedere anche la possibilità del peccato degli angeli. Ma proprio perché la Provvidenza è eterna sapienza che ama, Dio avrebbe saputo trarre dalla storia di questo peccato, incomparabilmente più radicale in quanto peccato di uno spirito puro, il definitivo bene di tutto il cosmo creato.

2. Di fatto, come dice chiaramente la rivelazione, il mondo degli spiriti puri appare diviso in buoni e cattivi. Ebbene, questa divisione non si è operata per creazione di Dio, ma in base alla libertà propria della natura spirituale di ciascuno di essi. Si è operata mediante la scelta che per gli esseri puramente spirituali possiede un carattere incomparabilmente più radicale di quella dell’uomo ed è irreversibile dato il grado di intuitività e di penetrazione del bene di cui è dotata la loro intelligenza. A questo riguardo si deve dire anche che gli spiriti puri sono stati sottoposti a una prova di carattere morale. Fu una scelta decisiva riguardante prima di tutto Dio stesso, un Dio conosciuto in modo più essenziale e diretto di quanto è possibile all’uomo, un Dio che a questi esseri spirituali aveva fatto dono, prima che all’uomo, di partecipare alla sua natura divina.

3. Nel caso dei puri spiriti la scelta decisiva riguardava prima di tutto Dio stesso, primo e supremo Bene, accettato o respinto in modo più essenziale e diretto di quanto possa avvenire nel raggio d’azione della libera volontà dell’uomo. Gli spiriti puri hanno una conoscenza di Dio incomparabilmente più perfetta dell’uomo, perché con la potenza del loro intelletto, non condizionato né limitato dalla mediazione della conoscenza sensibile, vedono fino in fondo la grandezza dell’Essere infinito, della prima Verità, del sommo Bene. A questa sublime capacità di conoscenza degli spiriti puri Dio offrì il mistero della sua divinità, rendendoli così partecipi, mediante la grazia, della sua infinita gloria. Proprio perché esseri di natura spirituale, vi era nel loro intelletto la capacità, il desiderio di questa elevazione soprannaturale a cui Dio li aveva chiamati, per fare di essi, ben prima dell’uomo, dei “consorti della natura divina” (cf. 2 Pt 1, 4), partecipi della vita intima di Colui che è Padre, Figlio e Spirito Santo, di Colui che nella comunione delle tre divine Persone “è Amore” (1 Gv 4, 16). Dio aveva ammesso tutti gli spiriti puri, prima e più dell’uomo, all’eterna comunione dell’amore.

4. La scelta operata sulla base della verità su Dio, conosciuta in forma superiore in base alla lucidità delle loro intelligenze, ha diviso anche il mondo dei puri spiriti in buoni e cattivi. I buoni hanno scelto Dio come Bene supremo e definitivo, conosciuto alla luce dell’intelletto illuminato dalla rivelazione. Avere scelto Dio significa che si sono rivolti a lui con tutta la forza interiore della loro libertà, forza che è amore. Dio è divenuto il totale e definitivo scopo della loro esistenza spirituale. Gli altri invece hanno voltato le spalle a Dio contro la verità della conoscenza che indicava in lui il bene totale e definitivo. Hanno scelto contro la rivelazione del mistero di Dio, contro la sua grazia che li rendeva partecipi della Trinità e dell’eterna amicizia con Dio nella comunione con lui mediante l’amore.

In base alla loro libertà creata hanno operato una scelta radicale e irreversibile al pari di quella degli angeli buoni, ma diametralmente opposta: invece di un’accettazione di Dio piena di amore, gli hanno opposto un rifiuto ispirato da un falso senso di autosufficienza, di avversione e persino di odio che si è tramutato in ribellione.

5. Come comprendere una tale opposizione e ribellione a Dio in esseri dotati di così viva intelligenza e arricchiti di tanta luce? Quale può essere il motivo di tale radicale e irreversibile scelta contro Dio? Di un odio tanto profondo da poter apparire unicamente frutto di follia? I Padri della Chiesa e i teologi non esitano a parlare di “accecamento” prodotto dalla sopravvalutazione della perfezione del proprio essere, spinta fino al punto di velare la supremazia di Dio, che esigeva invece un atto di docile e obbediente sottomissione. Tutto ciò sembra espresso in modo conciso nelle parole: “Non ti servirò!” (Ger 2, 20), che manifestano il radicale e irreversibile rifiuto di prendere parte all’edificazione del regno di Dio nel mondo creato. “Satana” lo spirito ribelle, vuole il proprio regno, non quello di Dio, e si erge a primo “avversario” del Creatore, a oppositore della Provvidenza, ad antagonista della sapienza amorevole di Dio. Dalla ribellione e dal peccato di Satana, come anche da quello dell’uomo, dobbiamo concludere accogliendo la saggia esperienza della Scrittura che afferma: “L’orgoglio è causa di rovina” (Tb 4, 13).

Fonte: sito ufficiale del Vaticano

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 12:56:09 CEST (195 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Gli Angeli nel Catechismo Maggiore di San Pio X

Angeli nella FedeParte Prima: DEL SIMBOLO DEGLI APOSTOLI DETTO VOLGARMENTE IL «CREDO»
§ 2. - Degli Angeli.


34 D. Quali sono le creature più nobili che Dio ha creato?
R. Le creature più nobili create da Dio sono gli Angeli.

35 D. Chi sono gli Angeli?
R. Gli Angeli sono creature intelligenti e puramente spirituali.

36 D. Per qual fine Iddio ha creato gli Angeli?
R. Dio ha creato gli Angeli per essere da essi onorato e servito e per renderli eternamente felici.

37 D. Quale forma e figura hanno gli Angeli?
R. Gli Angeli non hanno né forma, né figura alcuna sensibile, perché sono puri spiriti, creati da Dio per sussistere senza dover essere uniti a corpo alcuno.

38 D. Perché dunque gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili?
R. Gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili: 1.° per aiuto della nostra imaginazione; 2.° perché sono cosi apparsi molte volte agli uomini, come leggiamo nella Sacra Scrittura.

39 D. Gli Angeli furono tutti fedeli a Dio?
R. No, gli Angeli non furono tutti fedeli a Dio, ma molti di essi per superbia pretesero essere uguali a Lui e da Lui indipendenti; e per questo peccato, furono esclusi per sempre dal paradiso e condannati all' inferno.

40 D. Come si chiamano gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all'inferno?
R. Gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all' inferno si chiamano demoni, e il loro capo si chiama Lucifero o Satana.

41 D. I demoni possono farci alcun male?
R. Si, i demoni possono farci molto male e nell'anima e nel corpo, se però Dio ne dà loro il permesso, massime col tentarci a peccare.

42 D. Perché ci tentano?
R. I demoni ci tentano per l'invidia che ci portano, la quale fa loro desiderare la nostra eterna dannazione, e per odio a Dio, la cui imagine risplende in noi. Iddio poi permette le tentazioni, affinché noi, vincendole con la sua grazia, esercitiamo le virtù ed acquistiamo meriti pel paradiso.

43 D. Come possiamo vincere le tentazioni?
R. Le tentazioni si vincono colla vigilanza, colla preghiera, e colla mortificazione cristiana.

44 D. Gli Angeli rimasti fedeli a Dio come si chiamano?
R. Gli Angeli rimasti fedeli a Dio si chiamano Angeli buoni, Spiriti celesti, o semplicemente Angeli.

45 D. Che cosa avvenne degli Angeli rimasti fedeli a Dio?
R. Gli Angeli rimasti fedeli a Dio furono confermati in grazia, godono per sempre la vista di Dio, lo amano, lo benedicono, e lo lodano eternamente.

46 D. Dio si serve degli Angeli come suo ministri?
R. Si, Dio si serve degli Angeli come suoi ministri, e specialmente affida a molti di essi l'ufficio di nostri custodi e protettori.

47 D. Dobbiamo noi avere particolare devozione verso l'Angelo nostro custode?
R. Si, noi dobbiamo avere particolare devozione verso l'Angelo nostro custode, onorarlo, invocarne l'aiuto, seguirne le inspirazioni ed essergli riconoscenti per l'assistenza continua ch'egli ci presta.

Postato da Scacciombre il Mercoledì, 18 giugno @ 12:46:53 CEST (199 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Documenti: Gli Angeli - Tabella - Catechismo della Chiesa Cattolica

Angeli nella FedeIl Presente testo è parte integrante del Catechismo della Chiesa cattolica, ed è raggiungibile all'indirizzo del sito ufficiale del Vaticano.



Angeli nel Catechismo della Chiesa Cattolica
Chi sono gli Angeli? L'esistenza degli Angeli verità di fede
Cristo con tutti i suoi Angeli
Gli Angeli nella vita della Chiesa
Il Mondo Visibile (1)
Il Mondo Visibile (2)
Gli Angeli - Sintesi - Catechismo della Chiesa Cattolica
Note al testo del Catechismo sugli Angeli



Postato da Scacciombre il Martedì, 17 giugno @ 13:00:01 CEST (349 letture)
(commenti? | Documenti | Voto: 5)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Gli Angeli - Sintesi - Catechismo della Chiesa Cattolica

Angeli nella Fede

In sintesi

350 Gli angeli sono creature spirituali che incessantemente glorificano Dio e servono i suoi disegni salvifici nei confronti delle altre creature: « Ad omnia bona nostra cooperantur angeli – Gli angeli cooperano ad ogni nostro bene ». 458

351 Gli angeli circondano Cristo, loro Signore. Lo servono soprattutto nel compimento della sua missione di salvezza per tutti gli uomini.

La Chiesa venera gli angeli che l'aiutano nel suo pellegrinaggio terreno e che proteggono ogni essere umano.

353 Dio ha voluto la diversità delle sue creature e la loro bontà propria, la loro interdipendenza, il loro ordine. Ha destinato tutte le creature materiali al bene del genere umano. L'uomo, e attraverso lui l'intera creazione, sono destinati alla gloria di Dio.

354 Rispettare le leggi inscritte nella creazione e i rapporti derivanti dalla natura delle cose, è un principio di saggezza e un fondamento della morale.


Il Presente testo è parte integrante del Catechismo della Chiesa cattolica, ed è raggiungibile all'indirizzo del sito ufficiale del Vaticano.
.: NOTE E CITAZIONI AL TESTO

Postato da Scacciombre il Martedì, 17 giugno @ 12:49:46 CEST (387 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 
 
 
 
 
 Il Mondo Visibile (2)

Angeli nella Fede

344 Esiste una solidarietà fra tutte le creature per il fatto che tutte hanno il medesimo Creatore e tutte sono ordinate alla sua gloria:

« Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messer lo frate sole, lo qual è iorno; et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione...
Laudato si', mi' Signore, per sora acqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta...
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba...

Laudate e benedicete mi' Signore et rengratiate et servitelo cum grande humilitate ». 452


345 Il Sabato – fine dell'opera dei « sei giorni ». Il testo sacro dice che « Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto » e così « furono portati a compimento il cielo e la terra »; Dio « cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro », « benedisse il settimo giorno e lo consacrò » (Gn 2,1-3). Queste parole ispirate sono ricche di insegnamenti salutari.

346 Nella creazione Dio ha posto un fondamento e leggi che restano stabili, 453 sulle quali il credente potrà appoggiarsi con fiducia, e che saranno per lui il segno e il pegno della incrollabile fedeltà dell'alleanza di Dio. 454 Da parte sua, l'uomo dovrà rimanere fedele a questo fondamento e rispettare le leggi che il Creatore vi ha inscritte.

347 La creazione è fatta in vista del sabato e quindi del culto e dell'adorazione di Dio. Il culto è inscritto nell'ordine della creazione. 455 « Operi Dei nihil praeponatur » – « Nulla si anteponga all'opera di Dio », dice la Regola di san Benedetto, 456 indicando in tal modo il giusto ordine delle preoccupazioni umane.

348
349 L'ottavo giorno. Per noi, però, è sorto un giorno nuovo: quello della risurrezione di Cristo. Il settimo giorno porta a termine la prima creazione. L'ottavo giorno dà inizio alla nuova creazione. Così, l'opera della creazione culmina nell'opera più grande della redenzione. La prima creazione trova il suo senso e il suo vertice nella nuova creazione in Cristo, il cui splendore supera quello della prima. 457

Il Presente testo è parte integrante del Catechismo della Chiesa cattolica, ed è raggiungibile all'indirizzo del sito ufficiale del Vaticano.
.: NOTE E CITAZIONI AL TESTO

Postato da Scacciombre il Martedì, 17 giugno @ 12:47:05 CEST (266 letture)
(commenti? | Voto: 0)
 
 
 
 

     § QuickLink
Recensione di Feha Gìbuss, il fantasy sugli Angeli Custodi, su Tg4, il Leggio, Mediaset

Booktrailer di Angelo Custode Feha Gìbuss

Angelo Custode Feha Gìbuss su FehaMyspace

Rassegna Stampa Cartacea e Web su Feha Gìbuss


     § Aggiornamenti
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Milano e l'inquinamento; grazie al pm10 nelle 10 città più inquinate del mondo
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Articolo su ''FGLP'' sul giornale online Concorezzo.org
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (9° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (8° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (7° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (6° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (7° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (6° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (5° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (4° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (3° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (5° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (4° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (3° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi I tre del Destino (2° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi La Paura del Buio (2° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 20 agosto 1986,2/2
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 20 agosto 1986,1/2
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 6 agosto 1986,2/2)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 6 agosto 1986,1/2)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 30 luglio 1986)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Catechesi sugli Angeli di Giovanni Paolo II (udienza generale 23 luglio 1986)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Gli Angeli nel Catechismo Maggiore di San Pio X
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Il Potere Primordiale (5° puntata)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Gli Angeli - Tabella - Catechismo della Chiesa Cattolica
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Gli Angeli - Sintesi - Catechismo della Chiesa Cattolica
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Il Mondo Visibile (2)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Il Mondo Visibile (1)
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Gli Angeli nella vita della Chiesa
Le ultime News dal Mondo degli Angeli Custodi Cristo con tutti i suoi Angeli


Tutte le notizie

     § Il Blog di Ewn
Il Blog di Ewn Garaban'
Vincete l’odio con l’amore
Clonare un eroe: Trakr-2.
Blade Runner
Monet, Christie’s, e 51 milioni di euro per lo stagno delle Ninfee
Labbra secche
Cadde l’Angelo - Romanzo nero
In ExCiæl~Si [Deo]
ExCiel [noeuv]
ExCiel [coeur]
Technorati Profile for an Angel
ExCiel [inisi]
Di là della porta filtra
La fine dell’Uomo, l’inizio della Chimera
fréd|do
Effetto
Il Blog di Ewn su Wikio
Feha Gibuss 2
Dita
Ioannes Paulus PP. II Karol Wojtyla 16.X.1978 - 2.IV.2005
Pasqua Santa AD 2008
Decalodogma
AngolAcuto
All’inizio è Luce
Anime Munde
Santa Lucia - 13 dicembre
D-Day-D-Door
D-Day
Scripta Volant
Il Dado dell’Angelo
Cuspidi di Ghiaccio

     § Cerca!



     § Login
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.

     § Siti Consigliati
Eragon
Eragon
Storia di Geshwa Olers



Credits - Disclaimer - Copyrights - Angelo Custode Feha Gìbuss - La Saga fantasy sugli Angeli Custodi vs i Demoni Oscuri