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Harry Potter e la paganizzazione della cultura infantile


#6 - 2--Scacciombre--Harry Potter e la paganizzazione della cultura infantile--2005-11-28 16:28:05

#di Michael O'Brien - Articolo pubblicato su "Una voce grida...!" n°17 marzo 2001



Se la frammentazione e il livellamento delle conoscenze distorce il modo in cui percepiamo il mondo, distorcerà per forza anche la nostra valutazione del materiale di cui è fatta la cultura. Un esempio è la pubblicazione dei romanzi di Harry Potter, di Joanne K. Rowling, che negli ultimi quattro anni hanno avuto un diluvio di giudizi favorevoli e vendite strepitose. Circa 76 milioni di copie sono state vendute, tradotte in 42 lingue.



Da parte di una minoranza però c'è stata anche una reazione negativa, perché la serie Harry Potter presenta il mondo della stregoneria in una luce positiva. Alcuni critici dicono che i libri hanno dei difetti ma sono una fantasia sostanzialmente innocua che va incontro a un'esigenza reale, mentre altri li criticano come un ulteriore passo verso la degenerazione della cultura. Ma in ogni caso sono libri che vanno scrutati perché destinati ad avere un'influenza notevole sui pensieri e sulle percezioni della generazione a venire. - I quattro romanzi pubblicati finora sono così ricchi di personaggi e intrecci minori che sarebbe impossibile descriverli tutti in un solo articolo. Tuttavia un accenno alla struttura della serie può servire per fornire il contesto ai temi che discuterò più avanti.



Nel primo volume, Harry Potter e la Pietra filosofale, al lettore viene presentato il mondo della stregoneria. Il protagonista, Harry, occupa un ruolo cardine nella lotta fra il bene e il male, così come vengono definiti all'interno dei romanzi.



La storia comincia con l'omicidio dei genitori di Harry, una strega e uno stregone che vengono distrutti da un altro stregone, di nome Voldemort, capo di tutti quei maghi che si sono spinti troppo in là nella pratica delle "Arti oscure", i quali rappresentano cioè il lato cattivo della stregoneria. Il piccolo Harry sopravvive a questo attacco per un motivo non chiaro e Voldemort è costretto a fuggire con i suoi poteri molto ridotti. Veniamo a sapere più avanti che è stato l'amore sacrificale della madre di Harry per il suo bambino a riuscire in qualche modo a deflettere le maledizioni di Voldemort su di se stesso, col risultato che Voldemort è ridotto a un'ombra a malapena umana di quello che era prima. Harry viene salvato dalle streghe e dai maghi che lo portano in un sobborgo di Londra perché venga allevato dai suoi zii, i Signori Dursley. I Dursley sono dei «Babbani» - il nome usato dai maghi per riferirsi agli esseri umani che non hanno poteri magici. Coppia totalmente spregevole, i Dursely sono degli sputasentenze, pieni di sé, malevoli verso qualunque cosa sappia di magia, e inflessibilmente crudeli con Harry, il quale non sa nulla del suo passato.



Nel suo undicesimo compleanno, Harry comincia a scoprire che ha dei poteri misteriosi. Incontra presto streghe e maghi che vessano i Dursley con la magia per ottenere che mandino Harry a Hogwarts, una scuola di stregoneria e magia. Li Harry incontra il preside, il Professor Dumbledore, che è anche il capo ufficioso dei maghi buoni del mondo. Giunto alla Hogwarts, Harry fa amicizia con i compagni Ron e Hermione, e insieme il trio avrà molte avventure nel corso dei quattro romanzi scritti finora.



Nel primo romanzo Harry capisce che il Signore delle Tenebre - Voldemort stesso - sta cercando di riprendersi i suoi antichi poteri magici per poter dominare il mondo. Uno dei professori di Hogwarts, un mago di nome Quirrel, è segretamente al servizio di Voldemort e per aiutarlo vorrebbe rubare la Pietra filosofale (che contiene l'elisir di lunga vita) attualmente al sicuro nelle mani di Dumbledore, e svuotare di vita Harry per restaurare i poteri di Voldemort. Se ci riuscisse, Voldemort ucciderebbe Harry, che è l'unico che abbia mai resistito alla sua maledizione omicida. Nel tentativo, Voldemort possiede Quirrel e attira Harry ad un confronto dove cerca di afferrare la pietra e uccidere il ragazzo. Ma il potere latente che è in Harry è troppo forte per lui; Voldemort fugge e Harry crolla, rimanendo privo di sensi per tre giomi.



1. La Magia materialista e l'immaginazione assimilata



I commentatori favorevoli a Harry dicono che la sotto-creazione della Rowling è arguta, divertente, fa pensare, espande l'immaginazione del bambino e mantiene perfino una certa morale. Inoltre, ella è riuscita a introdurre la generazione dei giovani d'oggi, drogati dal computer, al mondo della lettura.



Ed è tutto vero. I racconti sono pieni di delizie dell'immaginazione che incanteranno quasi tutti i lettori. Le pedine degli scacchi discutono con i giocatori sulle mosse da fare; abbondano i giocattoli e i congegni, le bestie mitologiche corrono avanti e indietro dalle scene; i gufi consegnano la posta; un gigante amorevole cova uova di drago e alleva nuove specie di creature; gli elfi sono servitori rispettosi; dei fantasmi sarcastici fanno degli scherzi; e naturalmente c'è il gioco del Quidditch - una combinazione del rugby, basketball e polo che si gioca volando sulle scope.



Ma i dettagli affascinanti sono mescolati con il repellente ad ogni passo. Un incantesimo perpetrato da Ron gli si ritorce contro, facendolo vomitare viscide lumache; sono di ordinaria amministrazione i riferimenti escrementizi; c'è il fantasma di un bambino che vive in un cesso; orinare non è più un argomento tabù; la maleducazione fra studenti è la norma. Nel quarto volume, a queste tendenze si aggiungerà il pepe della sessualità, con riferimenti alle parti intime e agli studenti che si appartano a coppie nei cespugli.



Agli studenti, sia streghe che maghi, a Hogwarts si insegna come usare le bacchette magiche per fare incantesimi e malocchi, per alterare l'ambiente, per punire dei piccoli avversari e per difendersi contro i nemici più sinistri. Nelle lezioni di trasfigurazione imparano a cambiare gli oggetti e le persone in altri tipi di creature - spesso contro la loro volontà. Nella lezione di «Pozioni» essi fanno dei distillati utilizzabili per controllare gli altri. In «Erbologia» coltivano le piante usate nelle pozioni; le radici della mandragola, per esempio, sono piccoli neonati viventi che strillano quando vengono sradicati per essere trapiantati; si coltivano per poterli tagliare a pezzi, bollire e fame una pozione magica.



Il mondo dei maghi tratta della ricerca del potere e della conoscenza esoterica. In questo senso è una rappresentazione moderna di un ramo dell'antico gnosticismo, il culto che era quasi riuscito a minare il cristianesimo alla nascita. I cosiddetti gnostici cristiani del secondo secolo non erano affatto cristiani, perché tentavano di neutralizzare il significato dell'Incarnazione e di distorcere il concetto di salvezza lungo le linee dello gnosticismo tradizionale: l'uomo si salva da solo, credevano, se ottiene certe conoscenze e poteri segreti. Per gli gnostici la figura di Cristo era solo una delle molte leggende da inserire nella loro visione del mondo. Così, a Hogwarts, le feste come Natale e Pasqua sono spogliate di Cristo, ridotte a nient'altro che costumi sociali, assorbite nel contesto più ampio della cosmologia occulta. E’ Halloween la grande festa dell'anno. Per farla breve, il mondo stregonesco della Rowling, gnostico nella sostanza e nella pratica, neutralizza il sacro e lo mette da parte, normalizzando ciò che nella vita reale è invece profondamente anormale e distruttivo.



Si sente sollevare a volte l'obiezione che ciò è lecito perché si tratta di una sotto-creazione, e in questo senso l'autrice ha diritto di stabilirvi delle leggi proprie. Questa obiezione sorvola sul fatto che il mondo dei maghi della Rowling interagisce con il mondo reale e viola l'ordine morale in entrambi. Il racconto ha luogo nella Londra di oggi e nella campagna inglese. Le streghe e i maghi sono la cabala gnostica la cui conoscenza segreta deve esser nascosta alla gente normale e rivelata solo agli iniziati. Il mondo dei maghi coesiste con il mondo dei Babbani, ma è così incantato che gli esseri umani normali non riescono a vederne l'esistenza. Quando si attraversano talvolta le linee per via di un uso sbagliato della magia, il Ministero della Magia interviene per coprire le tracce e cancellare la memoria di quei Babbani che dovessero scoprire il grande segreto. Gli studenti e i professori di Hogwarts sono personalità che si potrebbero incontrare in qualunque collegio britannico, la differenza sta solo nei loro straordinari poteri e bizzarre attività. Alcuni, come Harry, sono simpatici, altri sono snob e prepotenti. Quindi è il nostro stesso mondo, con la differenza che i poteri soprannaturali vi vengono descritti e ridefiniti come facoltà umane, che necessitano solo di essere usati nel modo giusto tramite l'apprendimento appropriato.



Mentre la Rowling contrappone l'uso buono dei poteri occulti contro il loro uso cattivo, impartendo così alla sua sotto-creazione una parvenza di moralità, l'effetto cumulativo che ne deriva è quello di distorcere la nostra comprensione delle linee di demarcazione che intercorrono fra il bene e il male. Il contorno non è mai definito.



Naturalmente, l'archetipo del cattivo uso è Voldemort, la cui crudeltà selvaggia e volontà di potenza sono chiaramente malvagie. Ma il lettore è indotto a minimizzare o addirittura dimenticare che Harry stesso, insieme a molti altri personaggi buoni, usano spesso gli stessi poteri, anche se in scala minore, apparentemente per degli scopi buoni. La falsa nozione che "il fine giustifica i mezzi" è sottintesa dovunque. La costruzione dei personaggi e l'intreccio rafforzano continuamente il messaggio: se una persona è simpatica, se è in buona fede, se è coraggiosa e fedele agli amici, potrà fare più o meno quello che gli pare nel combattere il male, quello orrendo s'intende - e i poteri magici saranno la loro arma ideale.



Tutto ciò è coerente con le idee confuse dell'autrice sul concetto di autorità. In realtà, la magia è un tentativo di oltrepassare i limiti sia della natura umana che dell'autorità di Dio, per ottenere il potere sulla creazione materiale e sulla volontà degli altri, attraverso la manipolazione del sovrannaturale.



2. La magia



La magia è una questione di controllo. E' un rifiuto sostanziale dell'ordine divino della creazione. Non dimentichiamo che nel primo libro di Samuele (15, 23) la divinazione è messo sullo stesso livello dello spirito di ribellione. E che il Catechismo della Chiesa cattolica chiama la divinazione e la magia delle forme di idolatria. (CCC 2117; 2110 e 2138)



Dal mondo di Harry Potter i bambini imparano l'orgoglio insito nel voler manipolare delle forze indefinite e a non sottomettersi ad alcuna legge che sia al di sopra dell'autorità dei maghi, i quali li aiuteranno ad esercitare i loro poteri saggiamente. Tuttavia le autorità stesse sono divise, il che dà al lettore influenzabile la certezza che i più adatti a decidere che cosa sia o non sia un uso appropriato della magia siano gli stessi studenti, apprendisti maghi o streghe, guidati solo dall'occasionale intervento di un Dumbledore o altro personaggio guru del genere. Il Ministero della Magia tenta di regolamentarne l'uso, ma è incompetente e pervaso da compromessi quanto un normale governo umano.



L'autrice erige continuamente lo spaventapasseri del legalismo e lo abbatte con colpi poco sottili. I Dursely sono una parodia del tradizionalismo composto, suscettibili davanti a qualunque cosa si discosti minimamente dall'ordinario. Il fratello di Ron, Percy, il componente più antipatico della famiglia, è una caricatura dell'impiegato pignolo. A Hogwarts, benché sia organizzato secondo un sistema di regole più o meno uguali a quelle di un vero collegio, la disobbedienza di Harry è spesso trascurata e a volte addirittura premiata dalle autorità scolastiche. Dopotutto, si tratta di un ragazzo speciale: è dotato di grandi poteri, è perseguitato dal male incarnato ed è destinato alla grandi cose. Inoltre, la sua audacia e la sua genialità (unite al senso di fair play verso i compagni buoni) sono sempre contrapposti alle caratteristiche dei personaggi cattivi.



Ma Harry è davvero così buono? Vediamo. Harry ricatta suo zio, usa trucchi e inganni e infrange cento regole ( nelle parole di Dumbledore, che alla fine però gli concede la sua approvazione), dice spesso le bugie per cavarsi d'impaccio e si lascia provocare alla vendetta contro i compagni che gli sono nemici. Egli odia i suoi nemici. Tuttavia, il lettore si trova a perdonare questo odio in Harry, perché i tormentatori del ragazzo sono vendicativi e sfottenti. Esibendo la consueta esagerazione, la Rowling dipinge questi personaggi cattivi anche come brutti da vedere. Ridicolizza i Dursley perché sono grassi, e assegna la stessa sorte agli studenti corpulenti che si oppongono a Harry. [..] Da nessuna parte si trovano dei riferimenti a un sistema di principi morali rispetto ai quali misurare gli eventi. In poche parole, si tratta di una magia materialistica, una magia che è come un potere umano naturalizzato.



Quando il significato della persona umana si riduce a una definizione strettamente naturale, il male sarà considerato come una semplice astrazione erronea o come un problema nella dinamica della psiche. Nel suo libro Un esorcista racconta, padre Gabriele Amorth, esorcista capo della diocesi di Roma, avverte che l'uomo moderno sta perdendo il senso di quanto sia reale il male sovrannaturale. Di conseguenza, dice, molti si sono resi più vulnerabili all'influenza degli spiriti maligni che cercano di corrompere e distruggere le anime.



3. La psicologia della percezione



Oggi i temi occulti fanno parte della cultura generale, per cui se da una parte la serie Potter viene contrapposta a un crescente cumulo di materiale di stampo chiaramente diabolico, dall'altra si confronta con un'ondata di materiale culturale che ridefinisce il bene e il male in modi ancora più subdoli. Cosi, al confronto, Harry Potter ci appare più sano, perché fa parte delle tante cose che sono state più o meno normalizzate intorno a noi.



Come avverte Postman (1) lo strano e il disordinato non ci colpiscono più in quanto tali. La nostra società è satura della falsa nozione che un male minore (in questo caso la magia buona) è preferibile al grande male del satanismo - e questo messaggio è ulteriormente rafforzato dal fatto che il libro condanna i comportamenti diabolici estremisti. Ma quello che spesso dimentichiamo in questo modo è che quella del male minore è la classica tattica adottata dall'avversario nella grande guerra fra il bene e il male - la vera guerra in cui siamo tutti immersi. Gli spiriti maligni cercano di indurci ad adottare un comportamento malvagio offrendoci prima dei pensieri cattivi camuffati da buoni. In contrapposizione a questi pensieri falsamente buoni, essi allestiscono dei grandi mali da cui naturalmente ci ritraiamo, e poi offrono i mali minori come antidoto. Se il male minore è presentato in una vetrina di virtù o moralità (o, per usare un termine moderno, valori), possiamo adottarlo presumendo che cosi facendo stiamo scegliendo una cosa buona. Questa dinamica si può osservare ad esempio nel modo in cui la classificazione dei film ha gradualmente alterato i nostri giudizi [segue la descrizione di come la soglia dell'accettabilità dei film si sia gradualmente abbassata, ndt].



Nel campo della cultura, i bambini dipendono dagli adulti perché non hanno l'età e l'esperienza necessari per fare discernimento. Sono in uno stato di formazione, assorbono delle impressioni sulla natura della realtà a un livello di base. Poche cose nella vita hanno il potere di definire la realtà - di definire il bene e il male - quanto la cultura in cui uno si trova immerso. Nel caso della serie Harry Potter, molti hanno trovato difficile fare discernimento perché questi racconti sembrano a prima vista rigettare il male, dissociando la magia dal diabolico. Ma nel mondo reale la magia e il diabolico sono sempre associati. Allora dobbiamo chiederci se possono veramente essere separati senza che se ne abbiano delle conseguenze negative. Se la magia è presentata come buona o come moralmente neutra, non c'è il rischio che nel momento in cui un giovane incontra l'opportunità di esplorare il mondo della vera magia, sarà meno capace di resistere alle sue lusinghe? Naturalmente, i bambini non sono così ingenui da pensare di poter avere i poteri e le avventure di Harry. Sanno bene che il racconto è inventato. Ma a livello inconscio assorbono il racconto come fosse un'esperienza e questa esperienza dice loro che i misteri proibiti possono essere molto gratificanti.



A lungo andare, quali effetti avranno gli eroi e le eroine della fiction sulla capacità della mente di distinguere il vero dal falso? Il racconto di un ragazzo che trotterella senza cadere lungo una fune tesa sopra le cascate del Niagara non rappresenta un pericolo per un bambino, perché egli riconoscerà subito l'assurdità della situazione: quindi una volta che il pericolo è percepito, l'idea di metterla in pratica verrà rigettata. Ma il racconto di un bambino che trotterella lungo una fune stesa sull'abisso eterno rappresenta una minaccia reale, perché il pericolo è difficile da riconoscere, a meno che uno non abbia una conoscenza vera dei principi morali assoluti e un senso sviluppato dell'immediatezza del combattimento spirituale. Gli avvertimenti dei genitori sui pericoli astratti possono sbiadire nella mente di un bambino, quando messi accanto a racconti pieni di immagini potenti che si sono insediate profondamente nella sua immaginazione.



A prescindere da quanti bambini siano spinti ad avventurarsi nell'occulto dopo aver letto la serie Harry Potter, i libri sono destinati ad avere un effetto forte sulla maggior parte dei lettori nel senso che i pedagogisti chiamano propedeutico: quello di preparare il terreno per gli sviluppi successivi. Se la guardia naturale e spirituale è stata abbassata nella mente del bambino, se il suo concetto di moralità è stato sviato e l'autorità minata, quali altri tipi di interessi e attività disordinati seguiranno quando farà le sue scelte più avanti nella vita? Questa non è più una domanda teorica. Una recente ricerca su Internet per contare i riferimenti a Harry Potter ha rilevato oltre mezzo milione di documenti. Le ricerche selettive hanno dato oltre cento siti web ad alto profilo dedicati alla serie, molti dei quali offrono links a siti che trattano l'occultismo avanzato sotto titoli come "Imparate altre cose sui segreti dell'occulto" o "Come diventare una strega". In un'intervista concessa a «Newsweek», un portavoce della «Federazione Pagana» in Inghilterra ha detto che riceve in media 100 richieste al mese da giovani che vogliono diventare streghe e maghi -un fenomeno senza precedenti che attribuisce in parte ai libri Harry Potter. Un recente articolo del settimanale «Time» (17 dicembre 2000) parla di un'organizzazione del genere in Germania, inondata da un numero crescente di richieste simili che attribuisce al fattore Potter. La stessa Rowling si è detta sorpresa della quantità di posta che riceve da giovani lettori che le scrivono come se Hogwarts fosse vero, chiedendo come si fa ad iscriversi alla scuola per diventare dei maghi.



Le biblioteche ubicate nelle zone più disparate dal punto di vista sociale riferiscono che i bambini chiedono ovunque in numeri crescenti del materiale dalle sezioni denominate occulte.



4. L'uso cristiano della magia nella letteratura fantastica



Sia J.R.R. Tolkien che C.S. Lewis usano la magia in un modo sostanzialmente diverso dall'approccio della Rowling.



Nel «Nipote del mago», il primo volume delle Cronache di Narnia di Lewis, la corruzione di Narnia comincia quando un anziano londinese si diletta di attività occulte e spalanca così le porte fra i due mondi. La lotta successiva per la restituzione di Narnia al suo ordine primitivo è il risultato diretto proprio di quel tipo di attività che Harry Potter dipinge come prodotto delle forze del bene. Lewis invece ritrae queste attività come forze alleate del caos, della distruzione, della schiavitù e della violazione della dignità delle creature. In tutte le Cronache, le streghe sono dipinte in termini classici, come malevole, manipolatorie, ingannevoli e distruttive - non ultima il personaggio chiamato Strega Bianca.



Nella sua grande epica fantastica Il Signore degli anelli, anche Tolkien dipinge la magia come un inganno. Le potenze sovrannaturali che non appartengono legittimamente all'uomo sono mostrate continuamente come corrompenti. E' vero che Gandalf, uno dei personaggi centrali, viene chiamato mago per tutto il libro, ma non è un mago nel senso classico della parola. Tolkien sostiene che è piuttosto un protettore della morale, simile agli angeli custodi, ma più incarnato. La sua magia buona non è quella che consideriamo magia nel mondo reale. Il compito di Gandalf è principalmente quello di consigliare, istruire e spronare alla resistenza le menti e i cuori di coloro che sono minacciati da Sauron, il Signore delle Tenebre di questa saga. Gandalf non opera al posto loro; essi devono usare i loro doni naturali. In questo processo vediamo un immagine della grazia che costruisce sulla base della natura, non che travolge la natura o la sostituisce. I doni di Gandalf sono usati con parsimonia e solo fintanto che possono servire alle altre creature di sostegno nell'esercizio del loro libero arbitrio e delle loro scelte morali.



Gandalf chiede al personaggio principale del Signore degli anelli, Frodo Baggins, di portare un anello magico in una regione su cui regna Sauron, per distruggerlo nella fornace di un vulcano che vi si trova e indebolire così la presa che ha Sauron sul mondo. Frodo acconsente a intraprendere il viaggio ma si rende presto conto che l'anello ha una fascino seducente su di lui. Mentre trasporta questa cosa che potrebbe rovinare il mondo, viene costantemente tentato di usarlo per il bene. Ma egli impara che usare i suoi poteri sovrannaturali per un bene a breve termine aumenta la probabilità di un disastro a lungo termine, sia per il mondo che per se stesso.



Tolkien dimostra continuamente che i poteri sovrannaturali sono un terreno infestato dagli inganni del Nemico, usati per dominare il libero arbitrio di altre creature. Come tali sono metafore per il peccato e per la schiavitù spirituale. Al confronto, l'uso limitatissimo dei poteri preternaturali di Gandalf non è mai diretto a sopraffare, ingannare o anche solo sporcare. Ciononostante, l'autore menziona più di una volta nell'epica che questi poteri devono svanire dal mondo, in parallelo alla fine della vecchia epoca e l'avvicinarsi dell'età dell'uomo (e, per estensione, dell'età dell'Incarnazione).



Gran parte dell'uso neo-pagano della magia è esattamente il contrario di questo approccio, infatti è spesso usata per sopraffare, ingannare e sporcare. Nella serie Harry Potter, per esempio, Harry resiste e alla fine sconfigge Voldemort con gli stessi poteri usati dal Signore delle Tenebre. Harry è il contrario di Frodo. La Rowling dipinge la sua vittoria sul male come il frutto della conoscenza e della potenza esoterica.



Questo è gnosticismo. Tolkien, al contrario, descrive la vittoria di Frodo sul male come il frutto di umiltà, obbedienza e coraggio, in mezzo a una situazione di sofferenza radicale. Questo è cristianesimo. Il mondo di Harry si impernia sull'orgoglio, quello di Frodo sull'amore sacrificale.



C'è, naturalmente, molto coraggio e molto amore nella serie Harry Potter, ma è proprio questa mescolanza di verità e falsità che lo rende cosi ingannevole. Il coraggio e l'amore si trovano in tutti i popoli, anche quelli coinvolti nelle peggiori forme di paganesimo. La presenza di tali virtù non giustifica automaticamente un'opera di narrativa piena di errori. Nel mondo di Potter i personaggi svolgono attività che nel mondo reale ci corrompono, indeboliscono la volontà, rabbuiano la mente e legano chi le pratica alla schiavitù spirituale. I personaggi di Rowling si addentrano sempre di più in quel mondo senza mostrare alcun effetto negativo, solo un aumento di carattere. Questa è una bugia. Oltretutto, è la bugia satanica che ci ha ingannati nell'Eden. Puoi avere la conoscenza del bene e del male, puoi avere poteri divini e non morirai, non sarai neanche scalfito, avrai una vita potenziata. La sub-creazione della Rowling è così pieno di cose luccicanti e dilettevoli che al lettore è necessario uno sforzo deciso per riuscire a vedere le contraddizioni interne e i messaggi misti.



5. La difesa contro le arti oscure



Oggi si da quasi ovunque per scontato che possiamo assorbire una certa quantità di divertimento immorale senza subirne delle conseguenze negative. Presumiamo che se abbiamo una dose sufficiente di fede razionale potremo attraversare tutto il materiale buono e cattivo che ci capita senza venirne danneggiati, semplicemente ignorando il cattivo e gustando il buono. Non passa settimana senza che guardiamo insensibili l'omicidio crudamente drammatizzato di molti esseri umani, ma saremmo molto scossi se sul piccolo schermo vedessimo dare anche solo un calcio a un cane. Ci divertono i programmi tv basati su commedie salaci e sul mondo dell'occulto, traendo divertimento dalle battute ma senza renderci conto che una dieta di risate suscitate da cose profondamente non buffe con il tempo altererà la nostra capacità di capire la gravità di atti immorali. In poche parole, abbiamo accettato la normalità della corruzione.



Come osservò una volta G.K. Chesterton, quando gli uomini smettono di credere in Dio, non è che poi non credono più in niente. Al contrario, dopo diventano capaci di credere a qualunque cosa. I libri e i film che tre generazioni fa sarebbero stati immediatamente riconosciuti come malsani per i nostri bambini adesso sono considerati accettabili, e chi vi si oppone è considerato allarmista o isterico. Perché? Credo sia dovuto alle distorsioni nella psicologia della percezione, tanto fra credenti quanto fra non-credenti. In altre parole, delle vere minacce al benessere dei nostri figli sono da noi interpretate oggi come innocue.



Quando i punti di riferimento della Scrittura e la tradizione sono vanificati da un'eccessiva fiducia nella ragione individuale, rischiamo di entrare nella fase finale della nostra assimilazione da parte del paganesimo. Ancora Chesterton fece notare, ironicamente, che il pazzo non è quello che ha perso la ragione, ma piuttosto quello che ha perso tutto tranne la ragione. In altre parole, l'intelligenza non è il miglior metro di misura per la verità, perché quando le persone intelligenti sono soggettive, allora riescono a comunicare molto bene questo loro soggettivismo.



La domanda a cui dobbiamo rispondere a questo punto della storia è: fino a che punto abbiamo lasciato che i nostri giudizi fossero influenzati da delle impercettibili influenze sul subconscio? Una qualche risposta si può reperire se facciamo un elenco delle nostre azioni azzeccate o sbagliate in fatto di discernimento. Dei genitori cristiani ragionevoli non permetterebbero ai loro bambini di leggere una serie di libri avvincenti che descrivono i riti e le avventura di ragazzini simpatici coinvolti nello spaccio di droga, o nel sesso prematrimoniale o nel sadismo.



Siamo ancora capaci di riconoscere la falsità insita nel rendere attraente la tortura, perché il dolore fisico è una realtà nella vita di ognuno e chiunque infligga ingiustamente il dolore viene immediatamente riconosciuto per quello che è: un nemico. Non daremmo mai ai nostri bambini della narrativa in cui un gruppo di fornicatori buoni lotta contro un gruppo di fornicatori cattivi, perché sappiamo che la potenza dell'impulso sessuale disordinato è un problema fisso negli affari, umani, i cui effetti negativi vediamo tutto intorno a noi.



Perché mai, allora, abbiamo accettato un insieme di libri che ritrae come attraente e normale l'attività occultista, nonostante il fatto che essa sia altrettanto mortale per l'anima quanto il peccato sessuale, se non di più? E' perché non ci siamo ancora svegliati al fatto che l'occultismo è veramente un pericolo serio e reale?



Quando gli esperti letterari ci dicono che una fantasia come Harry Potter è una lodevole espansione dell'immaginazione, un arricchimento della mente e dell'anima, che è - insomma, letteratura - le nostre antenne dovrebbero drizzarsi e tremare un po'.



Dovremmo chiederci per quale motivo dei concetti cattivi, se confezionati all'interno dell'alone della «Cultura», adesso possono godere di un'esenzione speciale dalle regole normali del discernimento.(2)



PS. ALISON LENTINI, in un articolo dal titolo: «Harry Potter: Occult Cosmology and the Corrupted Imagination», riporta che Wren Walzer, una strega dichiarata, e praticante la stregoneria, offre un'esegesi di stile prettamente «Wicca» e loda Harry Potter per aver sfidato: " ... l'ottusa adesione a schemi malsani e nemici dell'espressione e della crescita personale... Le sue intenzioni sono pure e sono «per il bene di tutti», quindi le sue azioni non possono che essere la cosa giusta da fare".



Condensato, per gentile concessione della casa editrice Ignatius Press, da Catholic World Report, aprile 2001, 53 e segg.

Nota: 1) N. POSTMAN, Amusing Ourselves to Death,

2) Alison Lentini, "Harry Potter: Occult Cosmology and the Corrupted Imagination", SCP Journal 23:4 - 24:1






FonteWeb: http://www.acquaviva2000.com/LIBRI/harry_potter.htm--comments-->0--344--3


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