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« Ad ogni uomo l’Onnipotente ha riservato un ruolo unico nell’universo spesso imperscrutabile; ad ognuno ha assegnato un compito, ad ognuno ha affidato una missione che nessun altro può assolvere al suo posto. »
Gabriele e Raffaele Girasole di Nostradamus, Cap.21, pagina 241
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 | Speciali: Milano e l'inquinamento; grazie al pm10 nelle 10 città più inquinate del mondo |
 
Classifica di Popular Science, ma molto discutibile
Le dieci città più inquinate
Milano è in compagnia di Città del Messico e dei peggiori centri industriali del pianeta
FLORIDA (USA) - Popular Science, una delle più longeve riviste di divulgazione scientifica (fondata nel 1872), è solita stilare classifiche e indici per intrattenere i propri lettori. Ultima in ordine di tempo quella che elenca le città più sporche del mondo e non rallegrerà i lettori italiani perchè, con una certa sorpresa, tra il peggio del peggio troviamo anche Milano. In realtà, a parziale consolazione dei meneghini va riconosciuta la natura non proprio omogenea dei dati raccolti. Non viene stilato un «coefficiente di sporcizia» per così dire, ma vengono raccolti studi condotti da diverse organizzazioni e in base a differenti parametri per valutare l'inquinamento. La causa della presenza nella top ten dei peggiori di Milano è la ricerca di Legambiente sulle città europee del 2006, e da cui risultò che Milano e Napoli erano le metropoli con una più alta percentuale di polveri sottili nell'aria (Pm10).
UNA SPORCA COMPAGNIA – La brutta compagnia in cui si trova il capoluogo lombardo rappresenta il fior fiore della cattiva industrializzazione. A cominciare da Linfen, carbonaia a cielo aperto di una Cina energeticamente sempre più esigente, considerata da molti la peggiore in assoluto. O Norilsk (Russia), e Sumgayt (Azerbaijan) centro industriale ribattezzato dagli americani in epoca di guerra fredda «il New Jersey dell'Unione Sovietica». Anche l'America del sud ha i suoi esponenti: La Oroya, in Perù, dove il novantanove per cento dei bambini ha livelli di piombo nel sangue più alti dei limiti di pericolosità stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). E la valle di Cubatao, cuore del polo chimico del Paese governato da Lula. Trovano poi posto nella classifica di Popular Science anche Pittsburgh in Pennsylvania, ex capitale dell'acciaio Usa (detta infatti Steel City), ma riconvertita da qualche anno al terziario, e l'immancabile Città del Messico, spesso regina dei desolanti record di inquinamento ambientale. Capitolo a sé merita poi l'Africa, dove il pessimo processo di semi-industrializzazione ha devastato l'aria e il suolo di Kawbe, in Zambia e dove le precarie condizioni igieniche si manifestano in tutta la loro drammaticità a Dakar, la capitale del Senegal: qui l'acqua distribuita con la rete idrica viene raccolta nella baia di Hann e contiene streptococchi fecali che eccedono di diciassette volte i limiti reputati «salubri».
ECOPASS - Per quanto sia una classifica scientificamente non inattaccabile, resta l'impatto mediatico che la presenza di Milano in questa sporca decina può avere. Nelle note a margine viene spiegato che le recenti politiche di riduzione del traffico (ecopass) stanno modificando la qualità dell'aria. Ma se si consola Milano, a piangere è Napoli, dove certo l'aria non è migliorata dal 2006 a oggi (e nemmeno l'aria che tira sulla stampa internazionale).
Fonte: Corriere della Sera, 27 giugno 2008
Gabriele De Palma
26 giugno 2008
Milano tra 10 città più inquinate
Fonte TGCOM
27 giugno 2008
La metropoli lombarda è in pessima compagnia. Nella stessa lista, senza ordine di preferenza, si trovano infatti città come Linfen (Cina) tremendamente inquinata dal carbone oppure Oroya (Perù) dove i bambini hanno un'altissima quantità di piombo nel sangue.
L'America è rappresentata da Pittsburgh (Pennsylvania), la ex-capitale dell'acciaio, mentre Città del Messico e Dakar (Senegal), dall'acqua super-infetta sono a loro volta incluse nella classifica. La lista dei 'Top 10' dell'inquinamento è completata da Norilsk (Russia), Sumgayt (Azerbaijan), Cubatao (Brasile) e Kawbe (Zambia).
Nelle note a margine viene spiegato che le recenti politiche di riduzione del traffico (ecopass) stanno modificando la qualità dell'aria. Resta però l'impatto mediatico negativo che questa classifica riesce a dare alla città che ospiterà l'Expo del 2015 proprio dedicato all'ambiente.
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Postato da Scacciombre il Venerdì, 27 giugno @ 12:54:19 CEST (1459 letture)
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 | Rassegna Stampa: Articolo su ''FGLP'' sul giornale online Concorezzo.org |

 ESCLUSIVA CONCOREZZO.ORG
NUOVA SAGA FANTASY IN TUTTE LIBRERIE ITALIANE:
DIETRO EWN GARABAN' SI NASCONDE UN CONCOREZZESE
Non lo abbiamo scoperto nella biblioteca di Concorezzo. Anzi, gironzolando per il Vimercatese, abbiamo dovuto spingerci fino a Grezzago, dove tra l’altro è catalogato con lo pseudonimo dell’autore (senza contrazione).
Peregrinazioni a parte, la notizia che per primi, come spesso accade, noi di concorezzo.org riusciamo a darvi è senz’altro di livello.
La nota casa editrice Mursia ha dato alle stampe il primo volume della saga delle cronache di Ewn, intitolato “Feha Gibuss e il Libro della Profezia”. Una saga fantasy, unica nel suo genere, dove si spazia tra angeli custodi e vie di Milano. Sulle orme di giovane protagonista, Feha Gibuss.
L’autore, che si nasconde dietro il malacronimo di Ewn Garaban’ (o Garabandal come riporta il catalogo on-line del Sistema bibliotecario del Vimercatese www.sbv.mi.it), è infatti un giovane che possiamo ritenere a tutti gli effetti concorezzese. Il giovane scrittore, 30 anni, vive infatti in zona Malcantone, tra Concorezzo e Monza.
Così recita infatti la sintetica biografia.
A Ewn Garaban' – malakronimo di FG – fu concesso di vedere la luce il 29 maggio dell’Anno Domini 1978, in terra di Munscia. Crebbe e visse in un luogo denominato Malcantùn (che significa «luogo nefasto») perché in esso, a causa d’oscurità e nebbia, fu sempre propizio tendere agguati. Studiò la geometria e l’arte del bello finché una notte, nell’odore di legno e metallo della Terra di Mezzo, divenne cantore di un mondo al crepuscolo. Questo è il primo libro delle Cronache di Ewn e fu terminato la mattina della Vigilia di Natale.
L’opera, prima di nove volumi, ha già venduto migliaia di copie e si trova in tutte le librerie italiane, anche on-line (www.fehagibuss.com).
Feha Gìbuss e il Libro della Profezia, il Libro Fantasy di Culto sugli Angeli e gli Arcangeli
Feha Gibuss a 11 anni scopre in sé antichi poteri da tempo assopiti: sa leggere i caratteri di una lingua proibita, sa parlare con gli animali. Il suo bassotto Sagace gli rivela un destino straordinario legato a quello degli angeli e minacciato dalle forze del Male....
Potrà l'intervento dello Scacciombre, l'infallibile nemico dei Demoni, e del terribile Deoradhan, il cacciatore di spettri, proteggere Feha dalle ire del malvagio Nostradamus?.
Le forze del Male sono sempre più potenti, assediano ormai il Labirinto e i Magisteri, e allungano la loro ombra sul destino degli Uomini...
Il destino degli Uomini è nelle mani di un ragazzo di 11 anni, l'ago della bilancia fra il bene e il male.
Inutile raccontarvi il nostro interesse per l’opera. Siamo incredibilmente riusciti ad entrare in contatto anche con l’autore, che ha voluto però rimanere anonimo. Ci ha raccontato della sua fatica letteraria, della prossima uscita del secondo volume prevista per il 2009, della volontà di non apparire (ma noi speriamo che almeno una copia del volume venga acquistata dalla biblioteca di Concorezzo).
Quasi tutti i giorni l’autore scrive dalle pagine del suo blog. E fa sapere a giornalisti e curiosi che volessero entrare in contatto con lui che l’unico canale è via mail: joog@tiscali.it
Le poche parole scambiate con concorezzo.org dal vivo sono un’eccezione. E noi le abbiamo regalate in anteprima ai nostri lettori.
fonte: Concorezzo.org
Il primo giornale on-line di Concorezzo - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza N.1831
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Postato da Scacciombre il Venerdì, 27 giugno @ 01:06:42 CEST (1396 letture)
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 | Speciali: I tre del Destino (9° puntata) |
Fanfiction terza classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Reika
Parte: 9/12

Nei giorni seguenti Feha imparò la manipolazione degli elementi fondamentali: acqua, fuoco, terra e aria e l’uso dell’energia magica come arma di difesa e attacco. Iniziò anche a maneggiare la Spada con ottimi risultati. Ciò per cui non era molto portato erano la lettura e la difesa della mente da attacchi esterni.
Era passata ormai una settimana dal suo arrivo nell’Aldilà e mancavano ancora tre giorni di cammino per Orumvèis. Tre giorni…
«Ci siamo quasi ragazzo» disse Alan due giorni dopo.
Ormai erano nella regione di Orumvèis: una grigia landa desolata.
«Eccolò là» disse infine l’Arcangelo.
Il Magistero si stagliava imponente sullo sfondo grigio: un edificio di pietra nera, altissimo e di forma rettangolare.
Un’aura maligna serpeggiava lì intorno: scoraggiava i forestieri, dava il benvenuto agli stolti che osavano entrare. Nuovi ospiti per l’eternità.
Entrarono senza problemi, dentro era ancora peggio. La malvagità sembrava solidificarsi nelle viscere di chi la inalava.
«Che stai facendo?!» chiese Feha.
«Controllo i registri, all’inizio questo posto era una specie di deposito dove venivano studiati gli oggetti magici. Ecco qui, speriamo che questo registro sia quello giusto… settimo piano, fantastico… forza ragazzo, seguimi e non ti fermare. Ma soprattutto non guardarli.»
«Che…?»
Feha si accorse solo allora che addossati alle pareti fluttuavano molte paia di occhi di fuoco liquido appartenenti a corpi che non riusciva a vedere.
Camminarono veloci e silenziosi, come le ombre maligne che li accompagnavano dall’oscurità.
«Cosa aspettano? Che stanno aspettando?!» chiese Feha in preda al panico.
«Non possono farci nulla finchè non tocchiamo ciò che non dovremmo.»
«Ma il registro…»
«Chiunque può consultarlo, è a disposizione dei visitatori per così dire... Comunque sono pronti a uccidere Feha… stai attento a non toccare niente.»
«Ma cosa sono?»
«Anime perdute, divorate dalle ombre.»
Continuarono a salire. Feha credette di non resistere più al desiderio di correre, di gridare…
«Forza ragazzo ci siamo quasi.»
Raggiunsero il settimo piano. Un altro lungo corridoio davanti a loro. Innumerevoli porte. Quale aprire?
«Credo che la Spada reagirà al Libro. Ragazzo, calmati e trasmetti la tua energia magica alla Spada.»
Feha obbedì.
Le ombre iniziarono a fremere, sentivano qualcosa di vivo a cui porre fine, sentivano il cuore palpitare nelle carni fresche, un nuovo ospite per l’eternità…
Feha cercò di non farci caso, gli costò uno sforzo immenso ma alla fine sentì che la Spada gli tirava gentilmente la mano e gli infondeva coraggio.
«E’ quella laggiù.»
«Bene ragazzo, ora ascoltami bene. Io aprirò la porta e quando lo farò mi attaccheranno. Non potranno farti nulla, tu cerca il Libro senza toccare niente. Quando l’avrai trovato chiamami, io ti raggiungerò e cercheremo di fuggire con il Libro. Se io non dovessi farcela devi fuggire, mi hai capito bene?»
«Cosa? No, io…»
«Feha non c’è tempo, devi fare come dico. Pronto? Ora!»
Spalancò la porta, venne ricoperto dalle ombre. Avevano attaccato… attaccato per uccidere…
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 9/12
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 19:20:25 CEST (996 letture)
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 | Speciali: I tre del Destino (8° puntata) |
Fanfiction terza classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Reika
Parte: 8/12

«Sì, cominciamo.»
«Dunque ragazzo, la magia è antica e misteriosa. Può renderti invincibile come può toglierti la vita ed è regolata da leggi antiche quanto il mondo, leggi che non sono mai state scritte.»
«Perché?»
«Perché per ognuno sarebbero diverse, la magia non è certo qualcosa di immutabile. Varia da persona a persona. La magia deriva dall’energia interiore che ognuno ha ma pochi umani sono in grado di mutarla in magia. Ancora meno controllarla. Non sono strane formule da ripetere a memoria, come probabilmente credete sulla Terra. E’ una questione di controllo, controlla la tua energia interiore, trasformala in energia magica e poi sarai in grado di fare qualsiasi cosa. La volontà del mago è forte, deve esserlo altrimenti non può nulla.»
«E cosa si può fare con la magia? Cioè, cosa intendi per tutto?»
«Quello che ho detto, tutto. Ogni mago ha un solo limite ragazzo, se stesso. Ora sappi che sulla magia sono stati scritti trattati, libri a migliaia ma ancora è piena di segreti, non c’è tempo per studiare sui libri e non ce n’è bisogno se vuoi sapere la mia opinione perché sono convinto che la magia si impari di per sé con la guida di un maestro, senza inutili libri. La magia cambia per chiunque, le sue leggi sono diverse per chiunque quindi i libri sono validi solo per chi li scrive o a chi si riferisce.»
«Con cosa cominciamo quindi?»
«Devi imparare a mutare la tua energia in energia magica poi passeremo al suo uso.»
«D’accorrdo. Ma come farò a capire che ci sarò riuscito?»
«Con questa» disse Alan porgendogli una pietra nera.
«E come?»
«E’ una pietra speciale che si schiarisce solo se le viene trasmessa dell’energia magica. Prova.»
«Ma…»
«Devi capirlo da solo ragazzo, è fondamentale.»
Per tutto il giorno camminarono sulle montagne, lontani dai sentieri. Feha continuava a provare senza grandi risultati. Pako stava sulla testa di Sagace e gli raccontava non si sa cosa ma sembravano capirsi alla perfezione. Alan invece guidava il gruppo in silenzio.
A sera ormai inoltrata si fermarono per cenare.
Feha era riuscito solo a far diventare opaca la pietra, niente di più. Era sfinito, frustrato. Sapeva di aver deluso Alan.
«Tieni ragazzo, mangia. E non preoccuparti troppo, dev’essere più difficile visto che siamo in viaggio» disse Alan. Nonostante tutto però non riuscì a far star meglio Feha.
«Sono inutile… inutile…» pensò Feha.
«Forza ragazzo a dormire, domani ci aspetta un’altra giornata come questa.»
«No, devo riuscirci. Non posso… sono… sono…»
«Sei un giovane uomo in un mondo che non è il tuo Feha» disse Alan avvolgendosi in una coperta e aggiunse «visto che ci tieni tanto a stare sveglio farai tu la guardia per primo.»
«Sissignore.»
Feha continuava a provare, Pako lo guardava da sopra la testa di Sagace che dormiva tranquillo.
«Ehi! Alla buon ora Feha!» disse Pako sorridendo.
«Ce l’ho fatta!»
«Cos’è questo fracasso?»
«Ce l’ho fatta Alan. Guarda» disse mostrando la pietra nera che diventò tale e quale ad un diamante un attimo dopo.
«Bene, ora dormi. Faccio io la guardia. Domani ti aspetta l’uso dell’energia magica ragazzo.»
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 8/12
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 19:17:30 CEST (939 letture)
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 | Speciali: I tre del Destino (7° puntata) |
Fanfiction terza classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Reika
Parte: 7/12

«Chi può dirlo?» scherzò Pako.
«Ahahah, molto divertente ragnetto parlante» fece di rimando Feha.
«Ragnetto a chi?» disse lui scaldandosi.
«Finitela voi due. Allora, questi oggetti sono la Spada della Luce, il Bastone delle Tenebre e il Libro dei due mondi. La Spada non può essere infranta e proviene dal regno degli Angeli, il Bastone è una stecca magica, da sciamano, anch’essa indistruttibile e proviene dalle Tenebre mentre il Libro non è mai stato aperto. Il Bastone e la Spada sarebbero le chiavi per il duplice lucchetto che custodisce il Libro, per questo è detto Libro dei due mondi: esso è l’unione di Luce e Tenebre. La perfezione dicono. Il Libro conterrebbe tutti i segreti di ogni mondo. Ed è per questo che chi dovesse possedere tutti e tre questi oggetti sarebbe l’induscusso padrone dei mondi. Vita eterna e infinita gloria. Ha fatto gola a molti ma nessuno ha mai radunato tutti e tre gli oggetti… non ancora almeno.»
«Bene, ho capito. Quindi Nostradamus sta cercando questi oggetti per vincere definitivamente sul regno degli Angeli?» chiese Feha.
«Nessuno lo sa. A mio avviso lui consegue delle sue ambizioni personali ma Danzel, re dei Demoni sembra pensarla diversamente. Forse pensa che rimarrà sempre l’utile Emissario e non lo soverchierà quando avrà gli oggetti del destino, che glieli consegnerà forse. Pover stolto. Da quel che si dice Nostradamus è pura malvagità. E per nostra sfortuna lui controlla già il Bastone.»
«Cosa?! Ne ha già uno? E gli altri due, hai un’idea di dove possano essere?»
«Fortunatamente sì. Il Libro sono sicuro che sia al «Magnifico» Magistero di Orumvèis mentre la Spada, be’… si dà il caso che tu ce l’abbia proprio davanti al naso ragazzino.»
«Alan scostò il mantello, mostrando la sua spada.
«Cosa? Non… non mi dirai che… è davvero quella? E’ la Spada?»
«Proprio lei, rag… Feha.»
«Cosa? Ehi Alan! Non me l’avevi mai detto!» esclamò Pako indignato.
"Scusami Pako, ma non ce n'era bisogno. Sarebbe stata un'inutile preoccupazione."
"Ok, d'accordo."
"Alan?"
"Sì?"
"Quindi la Spada ce l'abbiamo noi, il Bastone Nostradamus mentre il Libro?"
"Sono sicuro purtroppo che si trovi al cosiddetto Magnifico Magistero di Orumvèis."
"Orum-che?"
"Orumvèis. Il luogo più inaccessibile dei mondi, una fortezza inespugnabile, governata ne da demoni ne da angeli... da orribili creature, mostri."
"E come sono?"
"Nessuno lo sa."
"Come no?"
"Chiunque si sia azzardato ad entrare non ne è più uscito."
Un brivido freddo corse giù lungo la schiena di Feha.
"Nessuno..."
Quindi loro che probabilità avevano? Un cane, un ragnetto chiaccherone, un Arcangelo scorbutico e un ragazzino.
"Bene. Siamo morti" pensò Feha.
"Ora che sai qual è il centro della guerra, l'obiettivo dei due regni, è ora che cominci a studiare la magia."
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 7/12
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 19:10:09 CEST (1230 letture)
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 | Speciali: I tre del Destino (6° puntata) |
Fanfiction terza classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Reika
Parte: 6/12

«Non è un ordine, è… una richiesta» Feha cercò di misurare bene le parole. <7i>
«Capisco. Spiacente ma non mi interessa.»
«Cosa?»
«Sei forse sordo?»
«No.»
Feha stava iniziando a scaldarsi. Insolente, individualista. No.
«Tu dovresti essere là! A morire con i tuoi compagni! Sei… sei solo… un… un maledetto codardo!»
«Non osare ragazzo! Non osare darmi del codardo… » il suo sguardo incuteva terrore.
Ma Feha aveva promesso.
«E cosa credi di essere? Sei solo un brutto codardo che…»
Non potè finire la frase. Alan gli si era scagliato contro. In una frazione di secondo coprì tutta la lunghezza della grotta. Un braccio sul suo petto, lo teneva sollevato da terra. Contro la parete di roccia.
«Non osare mai più ragazzo… mai più… non sai chi sono… non darmi mai più del codardo o non ci andrò così leggero.»
Feha non osò ribattere, non avrebbe mai immaginato che esistesse un angelo così spaventoso. Alan lo lasciò. Feha cadde con un tonfo sul pavimento.
«Dovete aiutarmi Alan, vi prego.»
Egli non rispose.
«Alan dovete aiutarmi. Dannazione, ma siete sordo?! Rispondete! Rispondetemi o io vi… vi… »
«Gli assomiglia molto vero?» chiese Pako ad Alan con un sorriso triste.
«Sì… proviamoci Pako. Prendi ragazzo… e muoviti che si parte subito…» gli lanciò un fagotto.
«Cosa? Davvero signore?»
«Sì ragazzo, datti una mossa e cambiati.»
«Grazie signore…»
«Non sono -signore-, sono Alan. E non darmi del -voi-. Capito ragazzo?»
«Non sono -ragazzo-, sono Feha. E sì Alan ho capito.»
Pako sorrise.
«Muoviti» ribattè secco Alan.
Feha entrò nel bagno, si vide allo specchio per la prima volta da quando era giunto in quel mondo: i neri capelli erano lunghi e gli ricadevano sulle spalle, il fisico era molto più atletico di prima ma gli occhi… era lui… era Feha… con quegli occhi blu… più blu del mare… più delicati dell’azzurro cielo…
Si vestì con una tunica a maniche corte che arrivava sopra al ginocchio ed era spaccata a -triangolo- ai fianchi dall’altezza della vita fino in fondo con sotto una maglia di seta con le maniche lunghe, una cintura di cuoio, un paio di pantaloni e uno di stivali neri che arrivavano a coprirgli i polpacci e dove infilò i pantaloni. Indossò anche il mantello nero da viaggio, in contrasto con la candida tunica. Poi rientrò nella stanza.
«Ora ragazzo, la farò breve: viaggeremo insieme. Non mi interrompere… So io dove andremo. Tu eseguirai ogni mio ordine senza ribattere. Nel mentre ti spiegherò cosa ci fai tu qui e vedremo se sei capace di qualche magia. Forza, si parte.»
Dopo una mezzora di cammino Alan incominciò: «Allora ragazzo… Feha, d’accordo… comunque… devi sapere che qui nell’Aldilà la caccia a tre oggetti è sempre stata aperta. I cosiddetti tre oggetti del destino. Si dice che colui che li possieda tutti e tre potrebbe avere il dominio assoluto di questo e altri mille mondi. Ci sei fin qui?»
«Sì, non sono stupido.»
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 6/12
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 19:06:27 CEST (982 letture)
(commenti? | Speciali | Voto: 0)
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 | Speciali: La Paura del Buio (7° puntata) |
Fanfiction seconda classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Edward91
Parte: 7/7

Feha si avvicinò al vecchio ormai sconfitto «il libro dona il suo potere solo a chi lo desidera per far del bene agli altri. Hai sbagliato a fidarti ciecamente del libro, hai sbagliato a tradurlo. Il libro non donerà mai il suo potere a chi desidera utilizzarlo per scopi malvagi»
Il vecchio prese gli ultimi resti della sua energia «ho sempre creduto in quel che facevo. Ho speso la mia vita cercando un sistema per poter ricevere i poteri infiniti del libro. E ora, mi ritrovo senza niente…» il vecchio aprì la finestra «ora, non perderò gli ultimi anni della mia vita, in mezzo a questo branco di smidollati… non morirò sotto gli occhi dei demoni, luridi imbecilli» riprese il bastone «ti consiglio di scappare, tra qualche secondo il regno di Nostradamus cesserà di esistere» prese il libro e con la magia lo gettò nel fuoco della palla. Poi sparì, così com’era venuto. Il palazzo iniziò a tremare, le fondamenta si inclinarono e la palla di fuoco si preparò a scoppiare. Feha toccò il cane con entrambe la mani. Le sue ali si ingigantirono e il suo corpo di triplicò di statura. Feha gli salì sopra e insieme uscirono dalla finestra, librandosi nel cielo. Raggiunsero il punto in cui erano usciti dal vortice prodotto dalla cascatta. Ma del vortice non se ne vedeva nemmeno l’ombra. L’esplosione risucchiò gli alberi, le nuvole e il suono. Ci fu un esplosione di fuoco, il cielo e la terra tremarono. E il palazzo scoppiò in mille pezzi. Il fuoco dell’esplosione gli stava per raggiungere. E dal nulla, sbucò Lior, ferito dalla dura battaglia, ma in vita. Prese entrambi e sparirono, un secondo prima dell’esplosione della palla di fuoco.
Vennero catapultati nel palazzo degli angeli. Laila era ferita, ma anch’essa era viva e respirava, il suo volto era raggiante. Molti angeli si radunarono attorno a Feha e al cane. Ci fu un rombo di applausi e la feste generale. Altri angeli invece non si rialzarono più.
Lior alzò le braccia al cielo «il mondo di Nostradamus è cessato! Ora, tutti insieme, possiamo ricostruire con la pace il nostro mondo e quello degli uomini!»
Feha si sedette «ora, vorrei andare a casa, posso?»
Laila gli sorrise raggiante, con il volto rigato dalle lacrime «certo, nostro salvatore!»
Feha e Sagace verro ricondotti nel loro mondo, nella loro città, nella loro stanza. Laila sorrise, mentre si allontanava e li lasciava «ci rincontreremo, ogni volta che vorrai. Addio, Jack, salvatore degli angeli…»
Jack si ritrovò nel suo letto, sbadigliò, poi aprì gli occhi. Sobbalzò dal letto, scorse Sagace che dormiva beatamente nel suo letto, senza più le ali. Jack si alzò «non può essere stato un sogno, no! Non può essere!» svegliò il cane. Sagace iniziò ad abbaiare felice. Jack si affacciò alla finestra per scrutare Laila che si allontanava, ma non vide niente. Poi, nei cielo coperto di stelle, intravide due gigantesche ali piumate che illuminavano la città. Sorrise, rivolto al cane, poi ritornò a guardare il cielo. Le ali non si trovavano più.
Ritornò nel letto e ripensò a tutto. Poi sentì il bisogno di andare in bagno. Si alzò dal letto, prese Sagace in bagno e si diresse verso le scale. Raggiunse la cucina e non accese la luce. Appoggiò il cane sul divano e si avviò verso il bagno.
Aveva superato le sue paura, come gli aveva detto Lior e Laila. Non aveva più timore del buio, e quella sera, nessun angelo sgusciò dalla parete.
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 7/7
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 19:00:26 CEST (1033 letture)
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 | Speciali: La Paura del Buio (6° puntata) |
Fanfiction seconda classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Edward91
Parte: 6/7

Si trovavano in una sala, di fronte a loro due enormi rampe di scale. Non si trovava nessuna fonte artificiale di illuminazione. La sala era illuminata da un bagliore di cui non si riusciva a capirne la provenienza. La sala era attraversata anche da un intensa fonte di calore. Feha iniziò subito a sudare. Non vedeva nessun demone nascosto nell’ombra «va bene, facciamoci forza e andiamo» disse più a se stesso, che al cane.
Attraversarono la lunghissima rampa di scale, raggiungendo un lungo e stretto corridoio, ornato solo da un altrettanto lunghissimo tappeto che lo attraversava. Ai lati si trovavano alcune porte chiuse con lucchetti. Feha attraversò tutto il tunnel, giungendo di nuovo in un altro salone. Si guardò intorno. Vide il portone principale del castello. Si trovava di nuovo al punto di partenza.
Riattraversò di nuovo le scale e il corridoio, ritrovandosi di nuovo nello stesso punto. Si sedette amareggiato su uno scalino «in questo momento gli angeli stanno combattendo e io che contributo sto dando? Non faccio altro che perdermi in questo maledetto castello»
Sagace abbaiò, poi si diresse verso una tenda. Feha gridò «dove stai andando, resta qui!» ma il cane era sparito. Feha corse verso la tenda. Toccò il tessuto: sembrava una tenda qualsiasi. La tenda era assolutamente norm… se non fosse stato per un piccolo vortice nascosto al suo interno. Feha prese coraggio e vi ci si tuffò dentro.
Rotolò in una altra sala, illuminata sempre dallo stesso bagliore che illuminava quella precedente. Per un attimo pensò di ritrovarsi sempre nello stesso punto, poi notò che il portone principale non si trovava più. Sagace correva lungo le scale. Feha lo raggiunse ed entrarono insieme dentro un'altra tenda.
Si ritrovarono improvvisamente nel caldo assoluto. Feha si trovava vicino ad una finestra: si trovava ad un altezza vertiginosa. Vedeva solo nuvole viola e lampi argentati. Poi alzò lo sguardo. La bocca gli si spalancò. In cima alla torre si trovava una palla di fuoco gigantesca. Sagace abbaiava salendo le scale. Feha lo seguì, attraversando rampe di scale, avvicinandosi sempre più alla palla di fuoco e ritrovandosi di fronte il libro tanto cercato. Il libro della profezia. Lo afferrò con timore e con le mani tremanti. Sagace scese le scale, ritornando alla base della sala. Altrettanto fece Feha.
Quando tutto sembrava ormai finito, un ombra sbucò dal nulla. Un vecchio incappucciato, che si aggrappava ad un bastone logoro, avanzava verso di loro.
Feha ne ebbe la certezza «Nostradamus»
Il vecchio rise «e così, la grande arma degli angeli! Un umano!?» gli uscì una risata gutturale. Il vecchio allungò il bastone «dammi quel libro»
Sagace abbaiò, correndogli contro. Il vecchio lanciò un getto di luce che schizzò in tutta la sala, colpendo infine il cane. Sagace si accasciò senza energie sul pavimento. Un'altra risata scaturì da quel corpo ossuto. Feha gridò di dolore «no!» cercò di correre verso il cane, ma venne bloccato dal bastone del vecchio «il libro»
Feha gettò all’aria il libro, poi corse verso il cane. Il vecchio correva con altrettanta foga verso l’oggetto. Feha si accovacciò accanto al cane, notando con altrettanta gioia che respirava ancora. La stessa ondata di energia, lo stesso odio e lo stesso coraggio attraversò il suo intero essere, il suo intero corpo e la sua anima. La sua pelle divenne argentata e si sentì il suono gutturale di stupore del vecchio raggrinzito che tanto si aggrappava a quel libro. Feha allungò la mano verso Sagace. Il cane prese immediatamente energia.
Il vecchio si accasciò sul pavimento, sbalordito «come è possibile. il libro ha dato a te il suo potere! Io! Che cercavo di ottenerlo da sempre! Non ho avuto successo! E tu invece!...» lasciò cadere il bastone, senza più energia «come è possibile…»
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 6/7
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 18:58:39 CEST (943 letture)
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 | Speciali: La Paura del Buio (5° puntata) |
Fanfiction seconda classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autore: Edward91
Parte: 5/7

Dal vortice sbucarono demoni avvolti dalle fiamme che attaccarono gli angeli. Si difesero con tutte le loro forze. Lampi di luce verde schizzarono da tutte le parti. Altre esplosione distrussero torri e vetrate. Il vortice rosso iniziò a formarsi sempre più.
Lior combatteva contro due demoni. Creava scudi protettivi, lanciava saette e palle di fuoco. Feha non pensò a nulla, corse solamente verso la cascata. Con Sagace in braccio che scodinzolava impazzito. Non vide gli angeli cadere sotto i suoi piedi. Non vide nemmeno il demone che per poco lo assaliva. Corse verso la cascata, si tuffò e venne inghiottito dal male e dalle tenebre.
Cadde in una selva oscura, inghiottita dall’oscurità e da movimenti sinistri. Feha non riusciva a vedere alla perfezione ciò che lo circondata. Intravedeva solamente ombre indistinte e contorni di creature malvagie. Prodigò i primi passi verso l’ignoto, seguendo una piccola luce rossastra che si intravedeva in lontananza. Non sentiva più le urla della battaglia, ne le grida di dolore. Il vortice l’aveva condotto in un luogo triste e silenzioso.
Continuò a seguire la luce per un tempo indeterminato, calpestando erbacce e piante morte. Raggiunse uno spiazzo aperto, questa volta più illuminato dei precedenti. In lontananza, coperto dalla nebbia e dalle nuvole che portavano il temporale, si trovava nascosto un castello, le cui torri altissime toccavano quasi il cielo. Feha alzò gli occhi verso l’alto. Non era il cielo che ricordava. Ma un cielo violaceo, coperto da schizzi di luce prodotti dalle esplosioni dei temporali.
La luce scarlatta continuò a proseguire e Feha, che per la prima volta si era accorto della presenza del cane, proseguì. Sagace aveva ancora le ali piumate attaccate sul dorso e non aveva la minima voglia di separarsene.
Più si procedeva verso il castello, più la luce aumentava. Feha raggiunse infine le fondamenta del palazzo. La luce rossa si fermò. Feha procedette cautamente, deciso a scoprire la vera identità della luce. Quando la raggiunse, la luce iniziò a lampeggiare, sempre più velocemente. Un ringhio acuto echeggiò in tutta la piana. La luce divenne nera e dall’oscurità sbucò il volto di un demone. Feha arretrò gridando, cadendo sul terreno umido. Il demone avanzò verso di lui, scoprendo il suo corpo squamoso. Sagace abbaiava impazzito. Feha arretrò ancora strisciando sul terreno, ma il demone non sembrava interessato a lui, ma al cane. Il demone avanzò con odio verso il cane preparandosi ad ucciderlo. Feha amava troppo quel cane per poterlo lasciare in balia di quel mostro. Una strana energia gli percorse tutto il corpo e per la prima volta si sentì veramente pronto. La mente si ampliò e venne a conoscenza della vera identità del territorio in cui si trovava. Il demone si fermò, lo fissò con sguardo vacuo, poi le sue gambe si afflosciarono. Il busto del demone rimase intatto, ma le gambe si erano trasformate in un budino. Feha prese Sagace in braccio e incominciò a correre. Mentre attraversava un lungo viale che portava all’entrata del castello, potè scrutare nell’ombra tutte le creature che vi si nascondevano al suo interno.
Il castello era aperto, le porte spalancate. Evidentemente la maggior parte dei demoni erano usciti per fronteggiare gli angeli e avevano lasciato il portone aperto per la foga.
Feha appoggiò cautamente Sagace per terra «sta buono e non ti allontanare» il cane abbaiò per tutta risposta.
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction Parte: 5/7
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Postato da Scacciombre il Giovedì, 26 giugno @ 18:56:31 CEST (987 letture)
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