Nei documenti medioevali sono assi frequenti abbreviazioni con sistemi derivati da convenzioni romane e con seguiti in abbreviazioni successive.
Quelle più comuni erano le abbreviazioni di m e n, con un semplice tratto sopra la parola. La lettera p era abbreviata soprattutto all'inizio delle parole, mentre la lettera q alla fine, per il -que enclitico.
Sempre alla fine, per il genitivo plurale (ma non solo) si abbreviava il terminale -rum. Inoltre una r all'interno delle parole era spesso sottintesa da una curva ondulata oppure con un tratto obliquo sulla lettera: una s tagliata per indicare ser; invece una v tagliata seguita da una o poteva significare vero (veramente) oppure viro (uomo).
