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« Me considero a raxon,sensa paura de sentirme dire el contrario, el pÌ gran esperto de mari de tuto l'AldilÀ. E donca ve sarÒ de gran ajuto. »
Leone Marco Girasole di Nostradamus, Cap.26, pagina 287 | |
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 | Speciali: I tre del Destino (3° puntata) |
Parte: 3/12
«Ah, sei qui. Ti porto qualcosa da mangiare, ok? Torno subito.»
Sagace mangiava tranquillo quando Feha chiuse a chiave la soffitta.
Riprese il libro. Lo aprì e scrisse: «e verrà e prenderà i suoi poteri. I poteri che suo padre disprezza. I poteri che gli sono stati nascosti. Lui verrà.»
Poi chiuse il libro. Stava piangendo. Mise il libro nello zaino e se lo mise in spalla, si accovacciò sul pavimento e Sagace si accucciò accanto a lui.
«Che idiota sono. Un idiota in una famiglia di idioti. Buona notte Sagace. Sai cosa? Vorrei essere più grande… ah, buona notte nonno… chissà se esiste il Paradiso…»
E si addormentò.
La luce della Luna colpì il magro volto di un ragazzino. Egli svanì nel nulla.
Feha sognò il cielo. Come invidiava le belle ali degli angeli.
Si svegliò ma non aprì gli occhi.
«Feha, per favore apri. Feha? Feha!»
«Cosa c’è?»
«Non risponde e la porta è chiusa.»
«Feha apri questa porta. Mi hai sentito? Feha?»
I genitori del giovane Gìbuss si guardarono.
«Feha, sto per buttare giù la porta! Apri!»
Si alzò e andò alla porta. La aprì. Si trovò davanti ad un lungo corridoio.
Un tonfo.
Frederick Zoldiek e Judith Gìbuss avevano buttato giù la porta della soffitta.
Loro figlio non c’era.
«Feha?»
Cercarono ovunque. Persino il padre sembrava preoccupato.
«Feha!»
«Fred, non c’è!»
«Lo so Judith, lo so! Cerchiamo, non può essere uscito dalla finestra ma… la porta era chiusa! Come…non può…»
«Non c’è! Non c’è neanche Sagace!»
«No! Non è possibile! No!» urlò lui. «E’ colpa mia… Feha… mi dispiace…»
La luce colpì il volto scarno, qualcosa scintillò sulle guance inacavate.
Poi raggiunse la moglie e con lei cercò ovunque ma di loro figlio non c’era traccia.
Feha chiuse la porta. Sconcertato.
«Non è casa nostra… cos’è successo? D-dove? Come?»
Tacque all’istante. Aveva sentito un fruscio lì fuori. Poi la pota cigolò e un uomo entrò.
Feha aveva perso la parola: davanti a lui c’era un bellissimo giovane che indossava una tunica legata in vita, dei pantaloni fermati alla caviglia da bende candide, una magnifica spada alla cintura e sulla schiena... un paio di grosse ali piumate.
«Tu sei…»
«Un angelo, sì.»
«Non può essere vero…»
L’angelo ignorò la sua incredulità e continuò: «Benvenuto nell’Aldilà Feha Gìbuss.»
«N-nell’Aldilà? S-sono… sono morto?»
L’angelo era impassibile.
«No, non lo siete.»
«Chi sei tu?»
«Sono un angelo e il mio nome è Johnathan. E ora se non vi dispiace…»
.: Elenco Completo puntate in FehaFiction
Fanfiction terza classificata del Concorso Feha Gìbuss 2008; Autrice: reika
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